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La Posta

06.04.2018

Il caso Croce insegna
a non fare annunci

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Quando si occupano careghe importanti - scrive la Olga - sarebbe buona norma non fare annunci. Ne sa qualcosa il presidente dell’Agsm Croce che per aver proclamato di aver ridotto le spese per i regali di Natale e sforbesato quelle di rappresentanza, invece di essere osannato, è stato attaccato dai consiglieri Benini del Pd e Bozza della Lista Tosi. Le buone azioni spesso si ritorcono contro chi le compie ed ecco che allora, pur riconoscendogli di aver risparmiato su pandori, mandorlati, pranzi e cene, Benini e Bozza lo accusano di aver dato soldi agli indipendentisti veneti, ai tradizionalisti cattolici e perfino ai templari. Avendo i consiglieri dichiarato di non aver del tutto rovesciato il sacco, qualcuno sta malignando che Croce abbia sponsorizzato altre discutibili associazioni come quella dei cavalieri della Tavola Rotonda, quella degli amici di Robin Hood, quella dei nostalgici dei Tre Moschettieri e dei seguaci della setta dell’Ape Maia. D’altra parte bisogna capirlo. Bussate e vi sarà aperto, dice il Vangelo. Se bussano gli indipendentisti, come fai a non aprirgli, specie se sai che possono sfondarti la porta col tanko? E come fai, una volta entrati, a non dargli mille o duemila euro vedendo in che condizioni sono ridotti? E se fai la carità a questi, come puoi negarla a integralisti e templari, specie a questi ultimi che sono vecchi quanto la prima crociata e portano ancora le cicatrici delle scimitarre dei turchi? Un altro conto è venire a sapere - ma si dice che Benini e Bozza siano pronti a far scoppiare la bomba - che Croce, invece di alleggerire le bollette della luce e del gas, elargisce soldi anche ai fanatici dei Tre Moschettieri e ai settari dell’Ape Maia. In ogni caso vale sempre la buona regola di non fare annunci. Questo vale per Croce, per l’amministrazione comunale e per tutti i politici malati di annuncite. Pietro Nenni (me lo suggerisce l’amico socialista Roberto Buttura) diceva che «a fare a gara a fare i puri troverai sempre uno più puro di te che ti epura». Il mio Gino dice che con i puri si fa il purè ma che l’è meio no magnàrlo.

Silvino Gonzato
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