22 gennaio 2019

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La Posta

23.11.2018

Il Black Friday e l’anara
spacciata per pito dai Onti

La Posta della Olga
La Posta della Olga

In America - scrive la Olga - il Black Friday viene dopo il «Giorno del ringraziamento» in cui oltre a ringraziare il Padreterno per il raccolto dell’anno, in tutte le case si mangia il pito, cioè il tacchino, come vediamo nei film. Noi abbiamo importato solo l’aspetto consumistico, cioè la corsa ai negozi che praticano sconti, dando così inizio al periodo degli acquisti natalizi. Invece del pito, io e il mio Gino abbiamo mangiato l’anara alla trattoria «Dai Onti». Veramente, volendo scimmiottare gli americani, avevamo chiesto il pito e ci hanno servito l’anara spacciandocela per pito. Il mio Gino voleva protestare ma io gli ho detto che è inutile perché in Italia tutti ormai ti spacciano una cosa per un’altra e che gli Onti non potevano fare eccezione. Al nostro tavolo c’erano l’Ermes, detto “Cicago” perché aveva una pizzeria da quella parti, e la moglie Armida, detta “La Dolce Euchessina”. Il Cicago e la Dolce Euchessina dicevano che quando erano in America, nel "Giorno del Ringraziamento" mangiavano piti grossi come vedèi e che la loro pizzeria era l’unica ad avere nel menù la pizza al pito oltre a quella al léoro, specialità molto apprezzate da Frank Sinatra e dai suoi amici, tutti italo-americani che mangiavano col mitra a tracolla e gli occhiali neri. Anche la Dolce Euchessina, che da anni abita a San Zen, la mattina bonóra dopo il «Giorno del ringraziamento» faceva la fila davanti ai negozi sotto la neve perché là nevega sempre. Le ho chiesto se farà così anche qui a Verona. «No - mi ha risposto - parché qua no gh’è ciùcio. Volì copiàr l’America ma sì strassi. No gh’è el parécio giusto. Là i fa le robe in grande». L’Ermes Cicago annuiva. Il mio Gino ha detto che però nel Black Friday el Coramèla vende le scarpe al prezzo delle savate e che più che al parécio noaltri badémo a la sostansa. L’Ermes Cicago ha voluto sapere l’indirizzo del negozio del Coramèla. Alla fine della cena la Dolce Euchessina ha chiesto un caffè all’americana, nella chìcara grande, come fanno da quelle parti. La Onta, che aveva sentito tutti i discorsi, gliel’ha servito in una terrina. «Anca noaltri fémo le robe in grande» le ha detto. La Dolce Euchesina si è lamentata che la terrina non avesse el mànego.

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Silvino Gonzato
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