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La Posta

16.12.2017

I se lamenta più i siori
che i pitochi. Aiutiamoli

La Posta della Olga
La Posta della Olga

L’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, - scrive la Olga - passerà un brutto Natale. Intervistato tempo fa dal programma radiofonico "La Zanzara", si è lamentato che con i suoi 8mila euro di pensione al mese, dopo decenni di lavoro, non ce la fa a tirare avanti perché deve pagare la rata dell’auto in leasing, l’autista, la badante e le bollette, mentre quando era a Mediaset aveva tutto gratis. Me despiàse. Vorìa mandàrghe un pandoro col ripién (no digo de cosa) ma non ne conosco l’indirizzo. Me despiase assè. Perché, di contro, el Gigio Bagolìn della Confpitòchi, col suo stipendio di 1400 euro più la tredicesima (ma questa la prende anche l’Emilio) passerà un discreto Natale, con la so dòna e i so quatro fiói, di cui due in età da lavoro ma disoccupati. La questiòn la sta tuta ne l’acontentàrse, de far con quel che se g’à. Mi e el me Gino con le nostre due strasséte de pensión abbiamo sempre cercato di starci dentro e neanche questo Natale, se Dio vol, andarémo a magnàr dai frati del Barana. A volte, e questa è una di quelle volte, mi domando se sia più contento chi ha tanto e non si accontenta o chi fa le capriole per arrivare in fondo al mese. E mi rispondo che se le capriole riescono bene e no se sbate la suca par tèra, sta mèio i poaréti o i quasi poaréti. Se potessi parlare con l’Emilio gli direi di provare a fare qualche piccolo sacrificio, di fare magari a meno dell’autista e che se non se la sente più di guidare, visto che el g’à otantasié carnevài, di farsi portare a spasso da sua moglie che, tra l’altro, essendo stata giornalista e senatrice, avrà anche lei la sua pensioncina, oppure di prendere il tram o l’autobus. E gli direi anche che bisogna confrontarsi con chi sta peggio invece di farlo con chi sta meglio. Bisogna guardare in basso, non in alto. E se si guarda in basso non solo ci si consola ma si trova anche il modo, pur col poco che si ha, di dare una mano a chi è meno fortunato. Avìo fato caso che i se lamenta più i sióri dei pitòchi? Ma quello che è più schifoso è che trovino il coraggio di farlo, cosa che però accresce quel senso di misericordia che abbiamo nei loro confronti. Ed è con questo sentimento che auguriamo al triste Emilio e a chi si trova nelle sue stesse angustie, di provare, nonostante tutto, a passare un discreto Natale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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