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La Posta

10.04.2018

I cinesi, dopo le osterie
compreranno il Vinitaly?

La Posta della Olga
La Posta della Olga

So di un incontro, avvenuto al bareto, - scrive la Olga - tra il ragionier Dolimàn e il suo omologo venessiàn, el ragionier Dolimón. Quest’ultimo, arrivato in città per il Vinitaly che si apre questa settimana, ha espresso al Dolimàn grande preoccupazione per il fatto che i cinesi stanno comprando tutti i bar e le osterie di Venèssia. «I fa man bassa de tuto, - gli ha detto - i g’à comprà parfìn la storica ostaria "Da Checo" dove tute le matine andavo a béar ’n’ombra e a far dó ciàcoe, ma adesso al Checo ghe xé spuntà le téte parché el xé diventà ’na bèla cinesina». El ragionier Dolimàn ha tentato di consolarlo dicendo che Verona non sta meglio di Venessia perché ormai, specie nei quartieri, non c’è bareto o osteria che non siano stati acquistati dai connazionali del cinese Tan detto Tano. El Dolimàn ha quindi elencato i locali passati in mano ai Liang o alle Lin, cominciando da tutti i "Bar Centrale" e proseguendo con le osterie "Dal Nane", "Dal Bepo", "Dal Màndola", "Dalla Gina Trepànse", "Dal Barba", "Dalla Bernarda" e "Al Pito Rosso". «D’altra parte - ha detto el Dolimàn - se si presentano con una valìsa de schei, come féto a dìrghe de no?». «Altro che valìsa! - ha ribattuto el Dolimón - al Checo i ghe se g’à presentà co’ do góndoe de euro impacà nel celofan come i ròdoli de carta igienica, góndoe de proprietà parché i cinesi i sta comprando anca quele». El Dolimàn ha detto che la colpa è anche degli affitti scandalosi se gli italiani vendono ai cinesi, gli unici che al momento i g’à la pila. El Dolimón ha annuito ma ha poi scosso dalle fondamenta el bareto azzardando che i cinesi, dopo che avranno comprato tutte le osterie, metteranno le mani anche sul Vinitaly. Ha detto che, essendo gli inventori del "cin cin", la formula beneaugurante del brindisi, avrebbero anche la Storia dalla loro parte. El Dolimàn ha chiesto al cinese Tan detto Tano se ciò che aveva detto el Dolimón avesse un fondamento. «Nella nostra lingua - ha risposto el Tano - non esiste la parola "fondamento" perché le case le costruiamo partendo dai coppi e quindi anche negli affari facciamo l’incontrario di voialtri: non c’è trattativa, arriviamo subito coi schei. Per questo stiamo comprando tutto, ma sul Vinitaly per adesso sono solo ciàcole». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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