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13 novembre 2018

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La Posta

12.07.2018

Grazie ai lupi calerà
la disoccupazione

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Più aumentano i lupi sui monti Lessini - scrive la Olga - più diminuisce il numero dei disoccupati. Lo ha detto l’ambientalista Bebo, soprannominato Zanna Gialla per il colore dei denti che è restio a lavarsi, dopo aver accolto con soddisfazione la decisione dell’assessore regionale Pan di assumere persone senza lavoro per fare la guardia di notte alle vacche delle malghe. Parlando al bareto, il Bebo ha detto di essersi già messo in contatto con gli organi competenti dai quali ha ricevuto assicurazione che entro un mese il numero dei lupi verrà raddoppiato con trasferimenti in pullman dalle Alpi slovene e francesi. «Quello che non sono mai riusciti a fare i governi in fatto di occupazione - ha proseguito - lo faranno i lupi ai quali dobbiamo quindi essere riconoscenti invece di lamentarci se sbranano le manze, le pégore e i mussi». El Lésena, disoccupato per vocazione, ha subito dichiarato che questo genere di lavoro non fa per lui perché è troppo rischioso e soprattutto perché la notte vuole dormire. L’africano Lulelè, suonatore di bonghi, ha chiesto se, oltre alla paga, fossero previsti un premio di produzione, la tredicesima e una «una tantum», caso in cui avrebbe fatto subito domanda. Il Bebo gli ha risposto che l’assessore Pan (che al bareto chiamano Pan con l’ùa) non è ancora entrato nei dettagli ma che intanto la cosa più importante era importare i lupi. El Frìtola, che ha precisato di parlare solo per curiosità, ha chiesto se i guardavacche sarebbero stati dotati di armi da sparo. «Normalmente - gli ha risposto il Bebo - per allontanare i lupi basta lo "sciò sciò" che si usa con le galline, le oche e i piti, ma nel caso venisse deciso di armare la nuova figura professionale di pistola o fucile, questa se ne dovrebbe servire esclusivamente per sparare alle vacche che opponessero resistenza ai lupi o per intimidire gli allevatori poco propensi a farsi depredare». Gli avventori del bareto hanno mandato in mona il Bebo con ampi gesti ma non tutti. Alcuni si sono schierati con lui perché, come ha detto uno di loro, el Beni Brassadèla, «Sémo stufi de pestàr boàsse tute le òlte che andémo a caminàr sui monti». La "mozione boàsse" è stata messa ai voti e, a sorpresa, vi sono stati parecchi franchi tiratori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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