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14 dicembre 2017

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12.04.2017

Falsi allarmi
e sgaùie sospette

La Posta della Olga
La Posta della Olga

I cretini ci hanno preso gusto - scrive la Olga -. Siamo già al terzo allarme bomba in poco più di una settimana. A parte quello della valigetta sospetta agli Orti di Spagna che, per essere stato il primo e per altre circostanze, avrebbe potuto essere credibile, gli altri che ne sono seguiti sono stati opera di meschini emulatori e di mitomani da strapazzo, come, del resto, era facilmente prevedibile.

Ieri una telefonata anonima al 112 ha annunciato la presenza di una bomba in tribunale ma la vera bomba è stata che l’anonimo (speriamo per poco) è riuscito nel suo intento di bloccare i processi in corso e di scomodare le forze dell’ordine. Pochi giorni prima davanti all’ospedale di borgo Trento era stato fatto brillare un potente ordigno contenuto in un logoro sacchetto di carta e costituito da un par de braghe vèce, ’na camìsa slìsa, un par de calséti sbusi e un par de mudande.

Il mentecatto, nel dare l’allarme, aveva detto che il micidiale sacchetto era stato depositato con fare circospetto sotto la pensilina degli autobus da un arabo vestito da arabo che poi se l’era data a gambe. La cosa più sospetta di tutta la vicenda è che l’attentatore fosse un arabo che, per non farsi notare, era vestito da arabo.

Nessun allarme si può sottovalutare o, peggio ancora, ignorare, per cui anche in questo caso sono intervenuti poliziotti e artificieri. Siccome di questo genere di deficienti in giro ce ne sono tanti e si imitano tra loro come i simiòti, credo che fino a quando non ne verrà preso uno, i falsi allarmi continueranno. Devo dire però che da qualche tempo il mio Gino, e non certo per emulazione o mitomania, sospetta dei sacchetti o dei pacchi posati vicino ai cassonetti delle sgaùie. «Ghèto la psicosi?» gli domando ogni volta che me ne dà notizia.

Si sa che la gente, quando il cassonetto è pieno o non ha voglia di aprirne il coperchio, vi colloca attorno smerdarìe di ogni genere ma i sospetti del mio Gino mi hanno fatto riflettere. E mi sono detta che se una di queste smerdarìe invece di essere lì insieme alle altre, fosse lasciata davanti a un museo o a un tribunale o a una scuola, ci sarebbe chi vi vedrebbe una bomba e darebbe l’allarme, tanto più se nei paraggi ci fossero degli arabi vestiti da arabi. Ma, nonostante i tempi, mi rifiuto di farmi suggestionare dalle sgaùie.

Silvino Gonzato
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