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La Posta

05.03.2018

El Marandèla vota
el Vacamòra si astiene

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Domani si vota - scrive la Olga - e l'unico dato certo è che l'affluenza, almeno a Verona, sarà inferiore a quella che ci sarebbe stata se non fosse nevicato. Un discreto numero di aventi diritto al voto presumibilmente rimarrà infatti a casa con un gamba ingessata. Chi si è fratturato un braccio, avendo le gambe buone potrà comunque andare al seggio, a meno che il braccio non gli sia stato ingessato nella posizione del saluto fascista poiché domani ogni forma di propaganda politica sarà vietata per legge. Il cavalier Marandèla, avendo sbattuto il culo sul giasso davanti al bareto, potrà andare a votare perché, come dice el ragionier Dolimàn, anche da sano avrebbe dato un voto da culo. C'è chi non andrà al seggio perché ha letto sui giornali che la scheda elettorale è un rebus che solo un enigmista potrebbe risolvere. Non c'è quindi solo il voto da culo, lo è anche la scheda elettorale. Non vorrei che lo fosse anche il responso delle urne. Quando il nostro parroco, don Addolorato, invita a votare secondo coscienza sembra ignorare che in molta gente la sede della coscienza è molto più in basso di quella che solitamente le viene attribuita. Tosi, di “Noi con l'Italia“, la quarta gamba del centrodestra, ha concluso la sua campagna elettorale al Circo Togni. Forse un gesto solidale perché c'è un partito che da quando è stato fondato fa concorrenza ai circhi, che per questo sono in crisi. ’'Europa è preoccupata per l’esito del voto e io ci credo. Ma, comunque vada, ci sarà forse qualche raglio in più ma non credo che le galline smetteranno de far i ovi. La Lilli Sfondróna mi ha telefonato per chiedermi per chi votiamo io e il mio Gino perché è incerta tra destra, sinistra, grillini e la Bonino. «Vedo che te gh'è le idee ciare - le ho risposto -. Te fè ambarabaciccicocò e te sì a posto co' la cosiensa e co' tuto el resto». «Grassie, farò così» mi ha detto. El Vacamòra ha confidato al mio Gino che non avrà tempo per andare a votare perché si sono ingiassate le tette alle vacche e deve continuamente massaggiargliele. Temo che saranno molti quelli che domani non andranno a votare perché impegnati a massaggiare le tette alle vacche. Come dice il politologo Scoatìn si tratta di un'astensione utile, molto più lodevole di un voto inutile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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