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La Posta

06.11.2018

E nei sottopassi allagati
va in scena il Camel Trophy

La Posta della Olga
La Posta della Olga

O è inadeguata la pioggia - scrive la Olga - o sono inadeguati i sottopassi. Lo ha detto il filosofo-psicologo-sociologo Strusa entrando ieri mattina bonóra al bareto dopo aver fatto il Camel Trophy con la sua utilitaria nel sottopasso dello Stadio. E siccome da qualche anno succede che o non piove per niente o diluvia come nel Bangladesh, el Strusa ha aggiunto che «bisogna ribaltare la città e i paesi della provincia per adeguarli alle nuove irreversibili tendenze atmosferiche». Questo perché non solo i sottopassi si allagano ma anche le strade di superficie, com’era successo un po’ ovunque dopo la pioggia della notte che aveva costretto il traffico a procedere come le rane, cioè nell’inconsueta modalità anfibia. Il cinese Tan, detto Tano, che per ore era rimasto intrappolato sulla Transpolesana col suo furgonsìn Ape carico di anguille di Comacchio, ha dato ragione al professor Strusa denunciando inoltre il furto delle anguille di cui gli automobilisti fermi in coda, per ingannare l’attesa, avevano fatto razzia riempiendosene le scarsèle. Non avendo alcuna notizia del Leo Sbarbèssola che di norma non arriva mai al bareto dopo le otto di mattina, gli avventori si sono preoccupati, tanto più che il suo cellulare squillava a vuoto. Nell’ultima telefonata alla moglie, la Pierina Fogassa, el Leo Sbarbèssola, che è affetto dalla sindrome di Peter Pan, aveva detto che, avendo trovato allagato il sottopasso di via Albere, avrebbe abbandonato l’auto per procedere a nuoto. «L’è un bon noadór, no capìsso parché el ghe méta tanto a far pochi metri. Gh’è pessicani da quele bande?» aveva detto la Pierina al Tegolina che a nome del bareto aveva chiesto notizie. Come mi riferisce il mio Gino, la risposta del Tegolina - «Pessicani? No so, devo domandàrghe qua ai butèi» - non l’aveva per niente rassicurata. Tutta la mattinata era passata a far congetture su cosa potesse essere successo al Leo Sbarbèssola fino a quando non lo si è visto entrare al bareto sganassando. «G’ò fato ciapàr un scagasso a me moiér - ha detto - Mi, quando pióe, fago solo le strade alte». «No te cressarè mai» lo ha rimproverato la Beresina dopo averlo mandato a quel paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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