Seguici... Facebook Twitter Google+ Feed RSS
24 giugno 2018

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

La Posta

08.03.2018

E l’onorevole
Paternoster mette
in riga Sboarina

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Bello il Paternoster, segretario provinciale della Lega e ora eletto deputato, scrive la Olga. Rivolgendosi agli assessori e ai consiglieri comunali che fanno parte della forconà di parlamentari in partenza per Roma, li esorta a scegliere perché il doppio incarico, «anche se non incompatibile», è «politicamente inopportuno». «Non do alcuna indicazione» dice, però invita Sboarina a «dare la linea» ricordandogli, se ce ne fosse bisogno, che è stato eletto sindaco solo grazie a lui e ai suoi compagni di partito Fontana e Tosato. A casa mia questo non è un invito, ma un ordine. Come dice il mio Gino, è possibile che Sboarina si metta sull'attenti e risponda «Signorsì» ma è anche possibile che gli assessori e i consiglieri, avendo due culi, non ne vogliano sapere di sedersi su una sola poltrona. Quella del doppio incarico l'è 'na storia vècia più o meno come quella del doppio mento. Se scegli la poltrona romana, rischi di perdere il contatto con i veronesi che ti hanno votato, se opti per la poltrona in municipio (ma allora perché ti sei candidato?), perdi lo stipendio da parlamentare che è l'unica cosa che conta, visto che a Montecitorio o a Palazzo Madama forse farai solo numero. Meglio quindi sedersi su entrambe, una chiappa a Roma e una a Verona, divaricazione possibile solo in politica. Se hai una terza o una quarta chiappa puoi fondare un partito. Mi ricorda il mio Gino che il senatore Boiàna, di cui ho parlato su L'Arena di ieri, aveva cinque cariche oltre a quella di parlamentare: era assessore comunale, capo scala nel suo condominio, presidente del Circolo delle Cóe Mòle, presidente dell'Accademia degli Scappellati e presidente nonché tesoriere degli "Amici della Foca Nana". Gli faccio però presente che solo quella di senatore e di assessore sono cariche pubbliche. «L'è vera - mi risponde - ma se no'l fusse sta senatór e assessór no l'avarìa ciapà gnanca le altre». «E sàlo dimesso da qualcheduna?» gli chiedo. «Per opportunità politica, come el dise el Paternoster, - mi risponde - l'à rinuncià a la carica de capo scala». Non vorrei essere nelle braghe di Sboarina dopo l'ordine che, sotto forma di invito, gli ha dato Paternoster. Ritengo però difficile che, con uno scatto d'orgoglio, si dimetta da sindaco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1