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24 settembre 2018

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La Posta

06.07.2018

E il sindaco di Zevio ordina:
«Sparate alle vacche in fuga»

La Posta della Olga
La Posta della Olga

L’odiosa ordinanza è di undici giorni fa - scrive la Olga - e quindi presumo che alle vacche, evase da un allevamento di Zevio nell’illusione di sfuggire al macello e di conquistarsi il diritto a vivere più a lungo, sarà stato sparato a vista, come aveva comandato l’inflessibile sindaco Diego Ruzza. Fossero state tigri o leopardi, quindi bersagli in lesto e balzante movimento, la caccia avrebbe presentato delle difficoltà ma, essendo le vacche per loro natura lente e grosse, suppongo che non ci sia stato bisogno dei migliori fucili della contea per abbattere quelle che si erano rese irreperibili alla cattura con cartucce narcotizzanti. Sarebbe stato come sparare ai paracarri o ai treni fermi in stazione. El Bortolo, che è di quelle parti e di cui il mio Gino è parente alla lontana, non ci ha saputo dire se ha visto circolare in paese qualche cassadór con le corna di vacca al collo come trofeo, a ricordo della memorabile battuta nei campi. «Ghe sarìa el Toni che el g’à in testa i corni che ghe fa so moiér ma questo l’è un altro discorso» dice. Ignora anche se qualcuno di questi cassadóri si sia fatto fotografare con un piede sulla vacca morta come Ernest Hemingway in Africa sulla carcassa di un leone appena ucciso. Non posso accettare l’idea che le miti vacche siano state giustiziate per aver scelto la libertà e quindi trovo l’ordinanza del sindaco di una crudeltà inaudita e grossolana. Nella sua ordinanza, una vera e propria dichiarazione di guerra, usa il verbo “acciuffare“ come se le vacche evase fossero criminali da colpire senza pietà. «Tanto - dice cinicamente alludendo al mattatoio - sarebbero morte lo stesso». Brao, il filosofo Strusa non avrebbe potuto esprimersi meglio: visto che la vaca quando l’è ora i le cópa, tanto val coparla prima. E sentì cossa el dise per giustificare la strage: «I predetti animali vagano liberamente nei pressi dell’abitato della frazione di Volón e nelle vicinanza della strada provinciale per Palù, creando pericolo per chi transita». Chissà cosa ci voleva a rallentare il traffico per quel poco che sarebbe bastato al parón delle vacche a riportarle docilmente in stalla. Sulla strada che va a a Boscocesanova nessuno spara alle vacche solo perché potrebbero invaderla. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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