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23 gennaio 2018

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20.12.2017

E il nostro cuore si apre
ma solo a Natale

La Posta della Olga
La Posta della Olga

È nel periodo natalizio - scrive la Olga - che il nostro cuore si spreme e dà il meglio di se stesso nei confronti dei deboli, dei sofferenti e degli sfortunati, categoria quest’ultima in cui rientrano i detenuti che hanno avuto appunto la sfortuna di farsi prendere e sbattere in galera. L’altro ieri in tutta Italia nove chef stellati hanno cucinato in altrettanti istituti di pena. In quello di Montorio si è messo ai fornelli il veronese Perbellini. Non so se i carcerati abbiano mangiato meglio o peggio del solito ma, in ogni caso, hanno passato una giornata diversa dalle altre, anche se, come dice il nostro ladro di quartiere, Charlie Gramegna, il loro desiderio sarebbe quello di uscire per cucinare nei ristoranti per i nostri cenoni di Natale e magari per tutto il resto dell’anno. Anche loro hanno un cuore grande se li mettiamo alla prova. Nella casa di risposo "Le Betulle" domani, altra dimostrazione della nostra bontà natalizia. Un maestro di shiatsu praticherà a tutti gli ospiti il famoso massaggio sonoro delle campane tibetane che danno serenità al corpo e all’anima. Il mio Gino dice che gli bastano il Rengo e la Marangona. La Elide preferisce farsi massaggiare col sushi e mi dice che, quando lo fa, al suo Remigio si risveglia l’eros e le dà delle belle remenàde. Anche gli accertatori di sosta sono tutto cuore in questo periodo. Sono tutti dei Babbi Natale. La nuova amministrazione dell’Amt, avendo visto che, per colpa della passata gestione, le multe erano calate, ha ripristinato i turni serali ma solo col nobile scopo, come ha detto il presidente Barini, di educare i cittadini a pagare il ticket. Bisogna però stare attenti a non educarli troppo questi cittadini perché senza le entrate delle multe, che vengono preventivamente messe in bilancio, rischia di andare tutto a ramengo. Anche la Provincia sfoggia il suo cuore migliore sotto le Feste. Per agevolare il parcheggio delle mamme che vanno col Suv a portare e a prendere i loro figli a scuola, ha proposto di trasferire tutti gli istituti fuori dal centro dove c’è tutto lo spazio che si vuole. E intanto i barboni si lustrano per gli immancabili inviti a pranzo da parte di istituti religiosi ed enti benefici. Ma per tutto il resto dell’anno la porta del cuore non si apre, neanche a scardinarla col piede di porco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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