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La Posta

28.12.2018

E dopo il caos, la città
torna alla normalità

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Spariti i mercatini de Nadàl - scrive la Olga - finalmente, dopo più di un mese di stordente baraonda, la città è tornata in mano ai veronesi. «No se ghe ne podéa più» sospirano i residenti. «Tirémo el fià» dice il mio Gino che da quando, a Nadàl, gli ho regalato ’na baréta nova la tiene sempre in testa. Tirano il fiato anche gli ambulanti che gli organizzatori del grande casino avevano confinato sul lungadige San Giorgio dove hanno visto passare tanti autobus ma clienti nisba. Hanno preso solo freddo, tanto che molti di loro hanno giurato che a Verona non ci verranno più. Se cominciano le defezioni, ho paura che il progetto ambizioso di allargare già dall’anno prossimo il suk natalizio ad altre zone della città si stia già sgonfiando. Hanno fatto affari solo le baracchette di piazza dei Signori e di Cortile Mercato Vecchio, i soli luoghi che dovrebbero ospitare il mercatino, come era all’inizio quando un tedesco di Montorio ha avuto l’idea di copiare il Christkindlmarkt di Norimberga. Poi qualcuno a Palazzo Barbieri ha deciso che la buona amministrazione la si vede dal numero di casotti e di banchéti che riesce a disseminare per la città e ha dato carta bianca al tedesco di Montorio, ed è stato il caos. Non contenti dei tre milioni e mezzo di visitatori dell’anno scorso, il Comune, la Confcommercio e l’organizzatore sono andati a Monaco di Baviera a fare gli imbonitori: «Vènghino, signori, vènghino!». Puntavano a raggiungere i cinque milioni di visitatori. Quando ci snoccioleranno le cifre ufficiali (si fa per dire), sapremo se il record è stato raggiunto, ma dovrebbero anche dirci quanti bavaresi sono riusciti a portare giù perché il casinologo del bareto, el professor Cagnara, passando tra i casotti, sostiene di aver sentito quasi esclusivamente dialetti della Bassa, del lago, della Val d’Alpone e della Lessinia. Sì, però gli albergatori gongolano. Già, ma se i soli clienti degli alberghi si fossero riversati, tutti insieme e nello stesso momento, nei meandri dei mercatini, il loro numero sarebbe stato molto più modesto rispetto a quello dei «mordi (la porchetta) e fuggi». Anche se quest’ultimi non devono essere considerati «effetti indesiderati» perché è grazie a loro che si battono i record.

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Silvino Gonzato
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