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22 settembre 2018

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La Posta

16.04.2018

E dalla Torre dei Lamberti
si vedono i dinosauri

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il Marzemino Brusalitri del bareto - scrive la Olga - ha comprato quattro «wine passport», come viene chiamato il biglietto che dà diritto a bere tre goti durante il percorso del «Vinitaly and City» che comincia all’Arco dei Gavi e finisce in piazza Dante. Al Brusalitri tre goti non bastano e allora moltiplica per quattro. A ogni tappa gli sbùsano el bilieto e quando el g’à dódese busi, se l’è ancora bon de star in pié, el va a casa con l’autobus e se invese l’è imbriago spólpo el vièn a tórlo el Vacamòra col caréto tirà dal tratór. A me non dispiace che la città fino a lunedì venga trasformata in una grande osteria perché mi ricorda i tempi in cui lo era davvero, prima che le osterie sparissero o diventassero snèk bar co’ le slòt mascìn. Solo che, per ricreare il clima di una volta, agli stend ci metterei le insegne delle osterie defunte come quella dell’«Ostaria alla Rama», dell’«Ostaria alla Ciùca», dell’«Ostaria dal Trinca», dell’«Ostaria al Buso Moro», per citarne alcune. E ci metterei quei vèci tavoli di legno intrisi de quela spùssa de vin smàrso che te ghe ne sentéi el tanfo quando passavi per via Sottoriva o da la Caréga o da piàssa San Zen. È lo stesso tanfo che sento quando il mio Gino viene a letto imbriàgo ma che non mi ricorda niente se non che l’à ciapà ’na bala da fógo. Gli dico «Òltete, Gino, che te me trasméti la bala» perché è giusto che i coniugi condividano, ma non tutto. Ho letto che uno dei punti di degustazione del «Vinitaly and City» è in cima alla Torre dei Lamberti, a ottantaquattro metri di altezza, e mi sono detta che il panorama visto da lassù da un imbriàgo deve essere diverso da quello che vede uno sobrio. Il mio Gino mi dice, per esperienza, che gli imbriàghi, qualora il tasso alcolico raggiunga il valore più alto della Scala Vesóti, vedono i dinosauri. Siccome io non li ho mai visti dal vivo, e mi piacerebbe, sto pensando che mi basterebbe acquistare il biglietto da tre goti per raggiungere l’obiettivo. Fino a lunedì, l’Àdese, con la sua bella acqua che scorre sotto i ponti, sarà l’unico richiamo alla sobrietà, ma non credo che nessuno delle decine di migliaia di visitatori amanti del vino che imbugheranno la città in questi giorni si accorgerà che c’è. Il turismo enoico ha delle limitazioni visive. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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