17 febbraio 2019

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La Posta

25.01.2019

E così il Comune
si attacca ai pali

La Posta della Olga
La Posta della Olga

"L'Arena" di ieri - scrive la Olga - sosteneva che la nostra città è ferma al palo. In realtà non lo è ancora ma lo sarà col progetto "Electrify Verona" , un'iniziativa del Comune, della Volkswagen e dell'Agsm che disseminerà ovunque nuovi pali per l'illuminazione pubblica attaccandosi ai quali si potrà non solo ricaricare l'auto elettrica ma anche connettersi a Internet. La notizia è stata subito commentata dal filosofo-psicologo-sociologo Strusa il quale ha detto che «il palo, ritenuto finora elemento di degrado con la sua grigia livrea di cemento, nonché causa di incidenti stradali per la sua incapacità di scansarsi, grazie ai nuovi servizi si riscatterà e diventerà un importante punto di incontro e quindi di socializzazione». Secondo el Strusa, tanti saranno i pali e altrettanti saranno i capannelli di persone che vi si formeranno attorno, non solo per i servizi che offriranno ma anche perché diventeranno oggetto di attrazione che, a loro volta, genereranno altre attrazioni come, per esempio, la lap-dance. Io non so se el Strusa abbia ragione ma sono certa che "Electrify Verona" porterà comunque alla rivalutazione del palo urbano così come finora l'avevamo concepito e cioè come sostegno - contraddistinto talora da un teschio nero - dei fili della luce e del telefono, oltre che luogo di affissione di avvisi mortuari. Il mio Gino ricorda di quando da ragazzo buttava giù le chìcare di porcellana dai pali con la fionda. Poi le chìcare sono state sostituite con un altro genere di isolatori e il progresso dei pali si è fermato qui. La loro presenza seriale era così monotona e inglobata nel paesaggio che neanche ci accorgevamo che ci fossero. Ora, grazie al progetto "Electrify Verona", riscopriamo non solo che esistono ma che hanno anche un'anima. Immagino già per ogni nuovo palo un chiosco di patatine o di granatine, forse anche una molonara perché nei luoghi di aggregazione non possono mancare i punti di ristoro. Verona sarà la prima città italiana a esserne dotata e di questo, sempre che il progetto, per ora sperimentale, abbia un seguito, dobbiamo essere orgogliosi. Qualcuno potrebbe dire che il Comune, non potendo attaccarsi al tram, si attacca ai pali, ma questa sarebbe una cattiveria.

Silvino Gonzato
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