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24 settembre 2018

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La Posta

30.05.2018

E adesso siamo
tutti politologi e giuristi

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Da domenica scorsa, da quando cioè il contratto per il «governo del cambiamento» tra grillini e leghisti ha sbattuto contro il presidente Mattarella - scrive la Olga - siamo tutti politologi e giuristi. E se non ci fosse da piangere perché, nel frattempo, i nostri risparmi vanno a farse ciavàr, ci sarebbe da pisciarsi addosso dalle risate a sentire le ciàcole della gente. Premetto che le monade più grosse le ho sentite dai politici, sia da quelli che adesso hanno il grugno perché pensavano de roersàr l’Italia come un calséto e de métarghela in quel posto all’Europa, sia da quelli che, avendo perso, e anche malamente, le elezioni, difendono Mattarella dai vincitori incassè come bìssi che lo accusano di ogni infamia. Stamattina ero dalla frutaròla e ho sentito una che conosco, la fióla della Ortensia, dire che Mattarella ha tradito la Carta costituzionale e che fa bene Di Maio a chiedere l’«impiciment». Lo diceva a un’amica che, per ascoltarla, aveva smesso de rumàr nella cassetta dei sucói. Che sappia io, l’unica carta che può aver letto la fióla della Ortensia è quella delle pagine del settimanale "Chi" ma era bello vedere con che arie si impancava a giurista. «Cossa sarésselo sto impiciment?» ha chiesto una veciòta a suo marito, dopo aver sentito i discorsi della giurista. «Me par che la sia ’na roba che se taca ai diéi de le mane come la carta dei ghiaciòli» è stata la risposta. Dopo essere stata dalla frutaróla sono passata dal becàr a prendere un codeghìn, e anche lì si discuteva di politica. «Pur avéndoghe dato el voto - diceva uno che conosco di vista - no capìsso Salvini quando el insiste a dir che con quei de Grilo l’à laorà ben e che el podarìa far ’na coalissión con lori a le prossime elessióni. Se lu e Di Maio, dopo èssarsene diti un progno in campagna eletorale, iè botón e buséta, parché no i se mete insieme e i fa un partito unico?». Gli ha risposto uno con una faccia da tòla. «Che i vaga in mona tuti - ha detto - Col c... che vedarò el redito de citadinansa, me tocarà métarme a laoràr». Incartàndome el codeghìn, el becàr mi ha chiesto cosa ne penso di Cottarelli. «El sarà più votà de quel che i dise - gli ho risposto - parché el ciaparà anca i voti de quei, e iè tanti, che prima de le elessioni iéra disocupati e adesso i coparìa so mare pitòsto che molàr la carega». •

Silvino Gonzato
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