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La Posta

02.06.2018

Competenze sprecate
e ignoranze mirate

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ciò che è impossibile nella vita - scrive la Olga - è invece facile in politica. È impossibile che nella vita si scelga il primo disoccupato che si incontra per strada e lo si faccia presidente della Fiat o delle Assicurazioni Generali. Al contrario, in politica succede che uno sbarbatello napoletano, Giggino Di Maio, che non ha mai lavorato, e quindi non ha mai fatto né l’ operaio in una fabbrica né il bracciante in un’impresa agricola né l’impiegato in un ufficio, diventi incredibilmente ministro del Lavoro del governo giallo-verde, il colore di certi pearóni. Questo capovolgimento dei meriti dà speranza ai tanti disoccupati del nostro Paese che possono quindi sognare mentre la toglie alla stragrande maggioranza che sgobba dalla mattina alla sera non avendo in cambio che una vita, magari non grama, ma anonima. L’economista del bareto, Johnny Salame, sostiene che la folgorante ascesa di Giggino non è un bel segnale per i lavoratori, molti dei quali, allettati anche dalla promessa del reddito di cittadinanza che gli permetterà di licenziarsi vivendo a ufo, sceglieranno il trampolino di lancio della disoccupazione. È ingeneroso dire che Giggino ha avuto una bella faccia da tola a proporsi per l’incarico per lui meno adatto, perché in un primo tempo aveva tentato de butàr el capèl addirittura sulla presidenza del Consiglio e, quindi, ci ha smenato. Una parte dei veronesi gongola perché il vice di Sboarina, Fontana, è diventato ministro. Dall’altro Fontana, l’ultimo ministro che abbiamo avuto, sono passati 25 anni. Erano ancora i tempi in cui i presidenti del Consiglio li sceglieva il capo dello Stato mentre adesso li nomina direttamente la "Casaleggio Formaggi Casalini", un altro segno che oggi in politica tutto è possibile e tutto è cambiato. Bisogna però dire che anche prima del governo pearón c’era qualcosa che non quadrava perché, proprio come si fa oggi, i ministeri venivano assegnati con la logica della spartizione tra i partiti senza guardare alle competenze specifiche (Andreotti è stato otto volte ministro della Difesa senza aver fatto il militare). Con la differenza sostanziale che ieri c’erano delle competenze sprecate mentre adesso, tranne in pochissimi casi, ci sono delle ignoranze mirate. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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