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21 novembre 2018

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La Posta

02.07.2018

Colpito dal Daspo
un centurione vero

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Uno dei due centurioni romeni colpiti da Daspo urbano e allontanati quindi di duecento metri dal luogo a ridosso dell'Arena in cui esercitavano la loro precaria attività di figuranti - scrive la Olga - lo conosco perché per qualche tempo ha partecipato alle gite in pullman organizzate dal bareto. Il primo Daspo lo aveva ricevuto dallo stesso bareto perché pretendeva di sedersi sui sedili davanti disturbando col cimiero dell'elmo la visuale di quelli che stavano dietro. Il provvedimento è consistito nel farlo arretrare di dieci metri relegandolo sui sedili posteriori. Per un paio di volte aveva obbedito ma poi, essendo tornato a sedersi dove secondo lui gli competeva per grado, è stato colpito da un secondo Daspo che avrebbe dovuto farlo rinculare di venti metri, cosa impossibile perché il pullman era lungo solo 12,60 e questa è stata la ragione per cui non è più potuto venire. Dopo tanto tempo, io e il mio Gino lo abbiamo rivisto in piazza San Nicolò proprio il giorno dopo l'espulsione da piazza Bra. Era nelle consuete vesti di centurione, sennò non lo avremmo riconosciuto, e stava rispettando al centimetro la distanza dall'Arena imposta dal Comune. «Dopo tutto - ha detto - ci ho guadagnato perché in Bra c'era troppa concorrenza mentre qui c'è la coda di turisti che vogliono farsi il selfi con me, tanto più che dietro si vede comunque l'Arena, e guadagno il triplo». Il centurione si fa chiamare Decio Secio Vècio e sostiene che, a differenza dei due centurioni autorizzati dal Comune e quindi non colpiti da Daspo, lui è autentico in quanto discende da un comandante della provincia romana della Dacia, territorio che comprendeva l'odierna Romania. Dall'antenato dice di aver ereditato l'elmo, uguale a quello di Scipio dell'Inno di Mameli mentre tutto il resto lo ha comprato su Internet. Il mio Gino gli ha chiesto se ha una biga. «Due - gli ha risposto -. Sono bigamo e col mio mestiere devo mantenere due famiglie». Il Daspo di duecento metri fa sganassare ma el Decio Secio Vècio deve stare attento a non prenderne altri perché con cinque, che equivalgono a un chilometro, finirebbe sotto un ponte dell'Àdese. •

Silvino Gonzato
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