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13 novembre 2018

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La Posta

30.08.2018

Chi vuole spostare le partite
e chi vuole spostare la Gasdia

La Posta della Olga
La Posta della Olga

È il momento delle lettere, scrive la Olga. Da una parte l’assessore allo sport, Rando, scrive alla Lega di serie A e a quella di B chiedendo di posticipare l’orario d’inizio delle partite del Chievo e dell’Hellas perché intralciano il regolare svolgimento del mercato del sabato attorno allo stadio. Dall’altra i tre top manager dell’Affondazione Arena scrivono alla sovrintendente Gasdia perché sono stufi che sia lei sola a decidere mentre loro sono costretti a fare le belle statuine. In tempi di Twitter e Facebook è consolante che ci sia ancora qualcuno che scrive all’antica, con carta e penna. Inoltre la lettera di Rando, a prescindere dai contenuti, ci svela che nella giunta Sboarina esiste anche un assessore allo sport e che si chiama come ho appena detto. Non lo sapevano neanche al bareto dove pure màstegano balón come i mussi le caròbole. Nella forma la lettera di Rando non è impeccabile perché, pur dando prova di conoscere l’inglese sciorinando termini come "security" e "safety", l’assessór ci sbatte dentro un condizionale al posto di un congiuntivo ("dovrebbe" invece di "dovesse") ma nella sostanza è ineccepibile. I banchéti de formàio, anguille, mudande e gabie par useléti non devono sbaraccare prima dell’orario previsto a causa dell’arroganza dei presidenti delle Leghe dei campionati di calcio che hanno in mente solo le partite e se ne fregano degli ambulanti. La notizia, ripresa dai giornali nazionali, ha fatto sganassare tutta Italia, tanto più che Sky e Dazn dovrebbero rivedere la programmazione in base alle esigenze dei proprietari dei banchéti del Bentegodi. Ma io sono dalla parte di Rando e del marcà, anche se penso che non fosse compito dell’assessór allo sport mandare la lettera ma di quello ai banchéti. Le Leghe gli risponderanno mandandolo a quel paese ma in compenso al prossimo marcà verrà acclamato come un eroe. Diverso è il discorso della lettera dei top manager che si sentono demansionati dalla Gasdia. La guerra ai vertici dell’Affondazione rischia di mandare a puttane tutto, o meglio quel poco che ancora non ci è andato. Se la precedente gestione era accusata di eccesso di improvvisazione, quella di oggi è sull’orlo del naufragio per eccesso di competenza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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