24 marzo 2019

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La Posta

01.03.2019

Cari frati, nessuna pietà
per chi ruba in chiesa

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Per dare la misura di un misfatto eccezionalmente grave - scrive la Olga - mia mamma diceva "L'è come robàr in césa". Oggi rubare in chiesa è diventata una pratica consueta, a conferma che il sacrilegio non spaventa più nessuno. L'altra sera, come ha riferito "L'Arena", a fare le spese di questa tendenza sono stati i carmelitani scalzi della Basilica di Santa Teresa del Gesù Bambino, in borgo Roma. Mentre si trovavano in refettorio per la cena, un empio scassinatore, per ora ignoto, ha sventrato la cassaforte e ha spiccato il volo con 20 mila euro, il frutto di due domeniche di elemosine e della vendita di immaginette della santa. Quasi rassegnato, il priore, padre Passarini, allargando le braccia, ha detto che qualche volta bisogna investire nel voto di povertà». Avrei preferito che dicesse, da buon veronese qual è, «Se lo ciàpo lo pico co' sto cordón». Anche questo è un buon investimento. O che, in subordine, avesse evocato per lui le fiamme dell'inferno, di cui però lo scassinatore probabilmente se ne frega. E invece ha invocato la Divina Provvidenza. Sarà lei a far sì che nuove e più generose offerte ricompongano il gruzzolo sparito. Non vorrei sembrare più drastica di Salvini, ma per certa gentaglia non bisogna avere misericordia. È ora che anche i frati perdano la pazienza. Come l'ha persa quel parroco di un paese del Veneto che, avendo saputo da una pia donna che un ladro rubava dalle cassette delle elemosine, si è nascosto dietro a un banco e, coltolo sul fatto, el l'à ciapà par el copìn e l'ha consegnato ai carabinieri. Non più solo le case ma anche le chiese e i conventi vengono presi di mira dai delinquenti, specie da quelli di nuova risma che ci hanno invaso con le migrazioni da Est e da Sud. Non mi meraviglierei se lo scassinatore di Santa Teresa fosse uno di questi. Conosceva il convento, sapeva dove era la cassaforte e che dentro c'erano un bel po' di soldi, sapeva che a quell'ora i frati si trovavano in refettorio, insomma tutto fa pensare che fosse di casa e che in quella casa godesse di vitto e alloggio a spese dei fedeli. Che adesso spero stiano organizzando la caccia assieme ai frati che finalmente avranno capito che una bella legnata è più efficace del perdono. •

Silvino Gonzato
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