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18 novembre 2018

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La Posta

04.07.2018

Campi da tennis e teatri
il cemento travolge tutto

Disseminati qua e là nelle periferie - scrive la Olga - ci sono palazzi e case a schiera costruiti e poi rimasti vuoti e diventati palestre per topinare e covi per vagabondi. Al posto delle ex cantine Pasqua ormai da tempo immemorabile è sorto un mostro di cemento rimasto incompiuto che squalifica la zona già poco qualificata di suo anche prima dell'obbrobrio. Il ragionamento del Cilo, detto Fosforo, lo scemo del bareto, è che, date queste premesse, non ci sarebbe bisogno di costruire ancora. La sua argomentazione, apparentemente logica, è che i cosiddetti palazzinari, gente che màstega cemento come i mussi i màstega caròbole, si dovrebbero fermare. E, invece no. A Ponte Crencano vogliono costruire - la gente protesta ma alla fine vinceranno loro - una palazzina di tre o cinque piani su tre campi da tennis affiancati che col loro livello suolo hanno finora garantito al quartiere un po' di tregua orizzontale. Ho sempre sentito dire dai nostri politici (ciàcole, lisce o gasate, ma pur sempre solo ciàcole) che la città è carente di luoghi in cui si possa praticare lo sport e che bisogna incentivarli, e invece si permette che a uno dei pochi esistenti si sieda sopra un nuovo palazzo. Siamo poveri anche di teatri per le compagnie amatoriali e di palcoscenici su cui si possano esibire i bambini delle scuole. Fino a primavera ce n'era uno in borgo Trieste. Era di proprietà dei Canossiani. Le ruspe l'hanno abbattuto. Al suo posto sorgerà un palazzo di sei piani che andrà a incastrarsi nelle costole dei condomìni vicini. Le gemelle zitelle Alda e Elda Strapuntìn che abitano in uno di questi condomìni mi hanno detto che non hanno protestato per paura di essere scomunicate. Altro misfatto, anche se non cementizio. Dietro al Liceo Maffei c'era un campetto di calcio di proprietà della parrocchia di Santa Anastasia in cui, oltre agli studenti, andavano a giocare i ragazzini. Da tempo è diventato un parcheggio per le auto degli ospiti di un hotel cosicché ai ragazzini non resta che pessatàr el balón in strada. Mentre scrivo, il mio Gino mi suggerisce che anche in borgo Milàn... «Basta, Gino - gli dico - ò finìo le righe a disposissión». •

Silvino Gonzato
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