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La Posta

21.09.2018

Caldo, brespe, sginsàle
e la civetta sul comò

La Posta della Olga
La Posta della Olga

A qualcuno piacerà questo caldo fuori stagione - scrive la Olga - ma a me dà sui nervi come il governo. Non sopporto di vedere il mio Gino uscire di casa ancora in canottiera e braghe curte come in pieno agosto. D’altra parte ho visto che anche il professor Scalcagnato sale sul bus per andare a scuola in bermuda e sandali. Ho la casa piena di brèspe che resistono al brespicida. «Te l’avarè crompà de ’na marca strassa» mi dice la Elide. Le sginsàle le me béca a tutte le ore anche se ho zampironi in ogni stanza. Mi sono fatta visitare dal dottor Bugànsa il quale mi ha detto che non ho ancora la Uèst Nàil e neanche la Uèst Àdese e che le stornìsie che mi ciàpano ogni tanto sono colpa del caldo settembrino. «Grassie, dotór - gli ho detto - ma el me diga cosa posso far par star mèio». «Aspetàr che passa el caldo, g’ò la cóa de passienti coi so stessi sintomi» mi ha risposto. Dormendo io e il mio Gino con la finestra spalancata, ci è entrata in camera una civetta e si è posata sul comò, come nella celebre filastrocca. «La porta mal, Gino» ho detto a mio marito che però dormiva e non si svegliava gnanca a scurlàrlo. Non avendo in casa niente contro le civette, ho provato col brespicida e ha funzionato. «L’èto copà?- mi ha chiesto la Elide alla quale il giorno dopo l’avevo detto - parché alora quei della Lipu i te denuncia». «No, no l’ò copà - le ho risposto - l’à stranusà un par de òlte e dopo l’è scapà». Al mio Gino ho proposto di andare in montagna qualche giorno par ciapàr el fresco ma poi ho saputo che a Malga Malgò i spiànsa continuamente le vacche perché no le ciàpa fógo. Da un parón delle vacche che conosco ho anche saputo che la transumanza la farà a dicembre, tra Nadàl e l’ultimo dell’anno. Il cinese Tan detto Tano ci ha invitati ad andare a fare il bagno nella sua vasca di pesci rossi. Come è solito fare, una parte dei pesci rossi li metterà poi in téia e ce li servirà per cena. Il mio Gino ci vorrebbe andare, se non altro perché i cinesi sono permalosi e se rifiuti, pur cortesemente, un loro invito, non ti guardano più in faccia. Ma l’ultima volta che ci siamo andati, nella vasca c’erano più cinesi, tutti parenti del Tano, che pesci. C’era anche un olimpionico di tuffi che si allenava. Preferisco patire il caldo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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