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21 ottobre 2017

Aree Tematiche

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07.10.2017

Bene il Central Park
ma il Central Pork?

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il cortile della casa di Giulietta dovrebbe essere il romantico tempio dell’amore o, meglio, l’ingresso al tempio, non meno sacro del tempio stesso - scrive la Olga - ma non ne è neanche la più scombinata delle sagrestie.

Mi viene in mente la sagrestia di un vecchio prete di una chiesetta di campagna, dalle parti del Vacamòra, che vi teneva la gabbia dei cunèi e vi passeggiavano le galline e i piti. Gli animali, diceva, sono creature di Dio, salvo scacciarvi el porsèl quando vi metteva il muso dentro.

«L’Arena» ha pubblicato una lettera in cui un regista e produttore cinematografico portoricano denunciava il degrado in cui versa il luogo che lui immaginava come il più romantico del mondo e che invece gli si è rivelato di una prosaicità e di uno squallore abissali: pareti luride di scritte e graffiti, perfino un Tampax appiccicato al muro, anche se non ha specificato se usato o intonso ma in ogni caso simbolo di una filosofia dell’amore più da porsèi che da sentimentali.

Aggiungiamoci i borseggiatori che il regista, avendola probabilmente fatta franca, non menziona, e si ha il quadro perfetto di quanto sia trascurato il luogo grazie al quale la nostra città è conosciuta in tutto il mondo.

Pare che tutto questo succeda da quando non c’è più la guardia giurata (bisogna sparagnàr anca lì) ma non è che quando c’era, le cose fossero diverse.

Ci si riempie la bocca con il per ora solo ipotetico Central Park e non ci si accorge o non ci si arriva a capire che abbiamo uno squalificante Central Pork che con pochissimo sforzo si potrebbe bonificare multando severamente i grufolanti imbrattatori.

Non credo che il regista portoricano sia stato il solo a essere rimasto schifato dal cortile di Giulietta.

Chissà quanti turisti italiani e stranieri avranno provato la stessa sensazione, che non è diversa da quella di noi veronesi.

State attenti, signori politici che amministrate la città, che il giocattolo si può rompere e, che una volta rotto, non si potrà più aggiustare.

Non pensate che il mito di Giulietta continui ad attirare turisti all’infinito da tutto il mondo se non avete cura dei luoghi cui è legato.

Già sono in molti i visitatori a chiedersi «Tutto qua?» quando vedono il celebre cortile, ma se il tutto qua è anche indecente rischia l’oblio.

Silvino Gonzato
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