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La Posta

29.12.2018

Andremo a farci operare in una sala di slot machine

Secondo il movimento politico "Siamo" - scrive la Olga - non dobbiamo fidarci dei medici perché solo il 15 per cento si è vaccinato contro l’influenza. Ce lo dice - come ha riferito "L’Arena" - una "vela" portata a spasso da un camioncino in prossimità degli ospedali, dove vengono erroneamente ricoverati i pazienti che, invece, dovrebbero essere curati nei calzaturifici, nei mangimifici, nelle acciaierie o in ogni altro luogo in cui, al posto dei medici, ci sia del personale specializzato in tomaie, nella nutrizione del bestiame, nella lavorazione della ghisa e via dicendo, basta che sia vaccinato. Finalmente un nuovo movimento politico ci apre gli occhi, come del resto stanno facendo su tante altre cose i partiti che sono al governo. La sfiducia di quelli di "Siamo" (il professor Scalcagnato osserva che manca il predicato nominale, ma ognuno può metterci quello che vuole) si estende ovviamente ai medici di famiglia e ai dentisti. Il paziente, prima di essere curato potrebbe pretendere dal medico l’attestato di vaccinazione e il medico potrebbe pretendere altrettanto dal paziente, ma la cosa sarebbe troppo macchinosa. E allora meglio non fidarsi e ricorrere ad altre figure professionali come il calzolaio, il ferramenta, il barbiere, il fabbro, el moléta eccetera, scegliendo tra questi chi avrà esposto all’ingresso il certificato di vaccinazione proprio e del personale. Se, per esempio, qualcuno, a causa dei deprecabili botti di fine anno, perderà un occhio, ricorrerà al vetraio; se qualcun altro perderà una mano correrà a farsela riattaccare dal ferramenta che notoriamente dispone di colle miracolose. Riprendendo il discorso degli ospedali, l’infermiere vaccinato è preferibile al medico non vaccinato, per cui il paziente, che, nonostante tutto, vorrà farsi operare in ospedale, anziché in una sala di slot machine, dovrà pretendere che il bisturi sia manovrato da un paramedico. Non c’è malattia che sia più contagiosa della mancanza di fiducia che ci ha instillato il camioncino-vela degli amici di "Siamo". A prescindere dal fatto che il nostro medico, el dotór Bugànsa, si sia vaccinato o meno, io e il mio Gino la prossima volta che avremmo bisogno di farci palpare la pancia, andremo dal becàr. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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