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13 novembre 2018

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La Posta

26.04.2018

Ahia! Ma anche in paradiso
è possibile il malinteso

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Degli agenti - scrive la Olga - non bisogna mai fidarsi. Guarda cosa è successo all’Affondazione Arena che da quando è coach il sindaco Sboarina - tale si è definito, con comprensibile umana vanità - era finalmente risorta dalle macerie degli anni più disastrosi della sua storia! La sovrintendente Gasdia, fresca di nomina, ha inserito nel cast una cantante, e non una qualsiasi ma la celebre georgiana Anita Rachvelishvili, che, appena l’ha saputo, è caduta dalle nuvole: «Chi io? Cari melomani dell’Arena, se volete sentirmi venite a Vienna, Berlino, Londra, Parigi, Atene, New York. Il mio calendario è zeppo di impegni per molti anni e l’Arena non c’è». E pensare che la Rachvelishvili (cari lettori, non fate fatica a leggere il nome, saltatelo), pur di cantare in Arena, aveva perfino accettato di autoridursi il compenso per contribuire al risanamento del bilancio dell’Affondazione. Colpa dell’agente, ha detto la Gasdia: lui e la cantante si sono capiti male. Ma perché - si chiede perfino el Fosforo, lo scemo del bareto - la Rachvelishvili è stata inserita nei cartelloni di Carmen e Aida senza neanche un coriandolo di contratto ma solo sulla parola di un agente che deve avere un casino al posto dell’agenda e quindi gli è stato facile scambiare ravani par naóni? «Te vedarè - mi ha detto il mio Gino che si è appassionato alla vicenda - che il malinteso si concluderà col licenziamento dell’agente». Gli ho risposto che forse la Rachvelishvili farà di peggio, e cioè costringerà il suo agente a venire a cantare in Arena al posto suo, co’ le téte de pèssa, e non sarebbe neanche una brutta idea visto che quest’anno si esibiranno tanti debuttanti low-cost. Resta comunque la storia del contratto fantasma che dovrebbe creare un fiatìn di imbarazzo in quel paradiso di perfezione che Sboarina, da quando, nove mesi fa, è stato eletto sindaco, ha creato mettendo le persone giuste nei posti giusti, prendendo decisioni ineccepibili e non mancando di sottolinearlo a ogni pié sospinto con squilli di tromba. Speriamo che i malintesi finiscano qui e che non ci siano altri cantanti che cadono dalle nuvole altrimenti il romano che frequenta el bareto, Gregorio, el guardiano del pretorio, ha già pronta l’invocazione: «Aridatece er puzzone». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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