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22 settembre 2018

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La Posta

14.07.2018

Accettare i centurioni
o daspo anche a Radames

La Posta della Olga
La Posta della Olga

I due centurioni che i vigili avevano allontanato da davanti all'Arena per esercizio abusivo della professione - scrive la Olga - sono stati cacciati anche da Castelvecchio e stavolta con l'aggravante del “falso storico“ in quanto il loro abbigliamento era incongruo rispetto all’epoca del monumento davanti al quale montavano la guardia. Se fossero stati travestiti da guardie alabardate sarebbero stati puniti solo per accattonaggio e gli sarebbe stata confiscata l’arma. Della vicenda ho discusso col professor Scalcagnato che ho incontrato mentre si pompava la bicicletta su un marciapiede di San Zen. «Professor - gli ho chiesto - cosa ne pensa dei figuranti colpiti da daspo urbano?». «Penso che l'è 'na putanàda - mi ha risposto - parché uno el pol vestirse come el vol. Par la stessa resón, el sindaco Sboarina el dovarìa darghe el daspo anca a Radames, a Escamillo e a tutti gli altri cantanti e comparse dell'Arena. Perché non lo fa?». «Ma Radames e gli altri - gli faccio presente - l'è tuta gente pagà. El paragón, el me scusa, el me par un pochetìn insulso». «E invese el punto l'è questo - mi ha risposto el Scalcagnato -. Bisogna pagarli». «Chi? I centurioni?» gli faccio raccogliendogli la pompa che gli era caduta. «Certo, a mi i me piase. Bisognerebbe fare un bando di concorso e assumerne un certo numero in pianta stabile. Non solo centurioni ma soldati medioevali, asburgici, guelfi, ghibellini, venessiani, napoleonici e sistemarli davanti ai castèi, ai palassi e a le caserme de competensa. Estenderei il bando anche ai lanzichenecchi per i quali però bisognerà inventarsi un posto. E, dipendesse da mi, ghe darìa el daspo perpetuo al papà del gnoco che l'è storicamente farlòco». Gli ho risposto che l'inquadramento nei ranghi municipali dei figuranti di strada sarebbe una bella idea, così si combatterebbe l'abusivismo. «No, quel no - mi ha risposto - parché come éla la sa, le professioni iè piene de abusivi, ghe n'è tra i medici, tra i professori, tra gli architetti, tra i preti. L'altro giorno, par risparmiàr, me son fato cavàr un dente da un savatìn, el Brochéta, forse la le conosse. L'è brao, no ghe gnente da dir, ma el rì-scia de èssar butà fora da l'ordine dei savatini».

Silvino Gonzato
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