22 gennaio 2019

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La Posta

17.10.2018

A due passi dal Municipio
un luamàr di balordi

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ho chiesto al mio Gino - scrive la Olga - quanto sia distante piazza Cittadella dal Municipio. «Sento metri» mi ha risposto. «Brao. E la caserma dei vigili?». «Tresento». Eppure - gli ho detto - nonostante non sia un posto scónto e non si trovi in tanta malora, la piazza è diventata un covo di sbandati imbriagóni, un luamàr di bottiglie rotte, di siringhe di drogati e di sporcarie varie, come si legge su "L’Arena". E, per farla completa, la notte scorsa i ladri sono entrati nella tabaccheria e hanno fatto razzia di tutto. Insomma, par farla curta, mentre il sindaco e suoi assessori fanno le conferenze stampa per elencare i loro successi, lì a due passi delinquenti, drogati e lazzaroni di ogni risma la fanno da padroni. La gente del posto ha paura a uscire di casa e anche quelli che non sono del posto evitano di passarvi par no ciapàrse ’na scortelà. Domani di questa brutta storia si occuperà il Movimento "No ghe ne podémo più" presieduto dal ragionier Dolimàn ma più che di ciàcole qui c’è bisogno di fatti. Il mio Gino mi ha detto che si tratta di gruppi di balordi itineranti che mettono le tende ora in una piazza ora in un’altra, ma sempre a ridosso del centro parché i g’à un certo gusto estetico. E mi ha fatto un esempio: «Vèdito, Olga, ghe scometarìa che quela de piassa Citadèla l’è la stessa smerdarìa, più qualche rinfòrso, che fin a poco tempo fa sluamaràva i giardini de Pravadal dove adesso gh’è el ritrovo delle pie dòne, dei sagrestani e dei chirichéti, tuta gente racomandabile anca se i m’à dito che l’altro giorno i sagrestani iè vegnù a le mane par futili motivi co’ le pie done e i g’à avù la pèzo. Gh’è sta’ insoma ’na transumansa come quela de le vache». Ho detto al mio Gino che si farebbe presto a ripulire piazza Cittadella. Basterebbe infatti che ci fosse un presidio di vigili di giorno e di notte... «Bastarìa - mi ha interrotto il mio Gino - che Sboarina el ciamasse l’amigo Salvini che el ghe metarìa poco a far un destrìga mandando le teste de coràme». Gli ho risposto che mandare le teste di cuoio sarebbe un’esagerazione sempre che Salvini non venisse informato che tra i balordi ci sono degli immigrati. «Questo - mi ha risposto - el podarìa savérlo el Popi che el g’à ’na morosa che la sta propio in piassa». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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