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Giugno

09.06.2015

«Adottate un profugo». Il bareto pensa a Pocaóntas

La posta della Olga
La posta della Olga

«Il ragionier Dolimàn, reduce dall'uichènd all'atollo di Moruri, - scrive la Olga - si è intromesso nella discussione che era in corso al bareto sul tema del caldo e dei migranti. Per quanto riguarda il caldo ha detto che gli indigeni dell'atollo non se ne lamentano perché “el ghe maùra le angurie” di cui sono ghiotti. Sulla questione dei migranti ha spiegato che i moruriani, non essendone coinvolti, non la ritengono prioritaria rispetto alle angurie, ai molóni e alle donne nude».
«Il problema però interessa l'Italia e soprattutto il Nord dove l'Angelìn Alfano, uomo del Sud, per vendicarsi del deludente voto delle Regionali, sta spedendo altri cinquemila migranti nonostante le strutture di accoglienza siano piene come ovi».
«Siccome ogni immigrato costa allo Stato trenta euro al giorno, il governo, attraverso il sottosegretario del ministero dell'Interno, Manzione, rilancia la vecchia idea - piaciuta al sindaco di Roma, Marino, e alla presidente della Camera Boldrini, che però non l'hanno messa in pratica - dell'adozione di questi pòri desgrassià da parte dei cittadini, ognuno dei quali riceverebbe 900 euro per ogni profugo che si portasse in casa».
«La stessa cosa - come mi riferisce l'amico (mio e del mio Gino) Bepi Compri, emigrato da San Michél a Edmonton, fanno i canadesi con gli indiani delle riserve. Per ogni adozione lo Stato paga mille dollari. Il Bepi, pensionato tipografo, avendo una casa grande, ne ha adottati tre, una mamma e i suoi due fioléti in età scolare».
«”Gli indiani - ci scrive - sono gente docile ed educata, per cui io e mia moiér (il Bepi non si è desmentegàto il dialetto de San Michél, ndr) siamo contenti e qualche volta andiamo nella riserva vicino a casa a vedere i vèci co' le pene mòle in testa e la pipa straca in boca”».
«Il mio Gino ha riferito al bareto quello che ci ha scritto il Bepi Compri e subito si sono fatti avanti el Toni Cóa e el Tom Dùley chiedendo se el Canada l'è distante e soprattutto se si possono adottare quelle “belle indianote co' le tresse zó par la schena, come la Pocaóntas, per esempio, che si vedono nei film uèstern”».
«“Non lo so - ha risposto il mio Gino - ma apena vago a casa ghe scrivo al Bepi par domandàrghelo”».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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