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Giugno

06.06.2015

Basta che non sia il solito carnevàl

La posta della Olga
La posta della Olga

«La Giorgina e il Gelmino, coppia di fatto nel senso che vivono insieme ma non sono sposati» scrive la Olga «sono incerti se partecipare al corteo del Gay Pride perché temono che sia una carnevalata di oscenità, come è sempre successo finora. La Giorgina e il Gelmino, essendo insieme da tanto tempo, vorrebbero avere gli stessi diritti delle coppie tradizionali ma non sono gay perché la Giorgina l'è sempre sta dòna e el Gelmino l'è sempre sta òmo».
«Anche fosse il contrario, cioè che la Giorgina fosse stata òmo e il Gelmino dòna, poco cambierebbe perché in una società civile i diritti civili non si negano a nessuno, ma, sempre par via del carnevàl, sarebbero comunque incerti se buttarsi dentro al corteo o restarsene a casa, perché, come mi ha detto la Giorgina, “noaltri semo seri”».
«A Verona le coppie di fatto sono diecimila e il 95 per cento di queste sono costituite da un omo e da 'na dòna. Se volémo seràr i òci, femo finta de no védarghe, ma se volemo tegnerli vèrti, allora dobbiamo chiederci come mai queste unioni non debbano essere riconosciute. Il mio Gino dice che quando passano la Giorgina e il Gelmino li riconosce, ma non è questo il genere di riconoscimento che si aspettano. La Pinta e la Nina sono una coppia di lesbiche che, come mi dice il mio Gino, si vede qualche volta al bareto. Sono persone gentili e riservate, si siedono a un taolìn d'angolo e ordinano una gazosa. Non vanno al Gay Pryde per lo stesso discorso del carnevàl, delle esibizioni goliardiche con tette e parrucche finte e basi in pubblico tra òmo e òmo e tra dòna e dòna. Il mio Gino mi dice che al “Facchini Pride” al quale ha partecipato perché ha un amico fachìn, c'è stata una sobrietà esemplare e che il massimo della trasgressione è stato el striptìs de un fachìn che ha voluto mostrare, con orgoglio, che il suo corpo era tatuato di carrettini e di valigie».
«Tutti dovremmo essere orgogliosi di quello che siamo ma non per questo sentiamo il bisogno di andare in piazza a dimostrarlo. L'orgoglio gay è uno dei tanti orgogli di una società in continuo mutamento. Ma ognuno dovrebbe godersi il proprio senza carnevài e paiassàde».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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