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Febbraio

18.02.2015

Tosiani contro salviniani. Fora i lumbard dal Veneto

La posta della Olga
La posta della Olga

«Al bareto» scrive la Olga «i leghisti sono in fermento. I tosiani de sòca e i salviniani - ex tosiani che fanno capo all'ex amigo di Tosi, Paternoster, e parlano ormai lumbard - se le sarebbero già date sul muso se la Beresina non si fosse più volte messa in mezzo, frapponendosi con tutti i suoi convincenti e prosperosi argomenti anteriori e posteriori».
«I tosiani sono in grande maggioranza ma i salviniani, chiamati “federali”, anche se sono una bruscà, sìgano di più, i g'à i brassi più longhi e bùtano par aria le olive e i boeri. “Adess ve copém tocc” (“Adesso ve copémo tuti”) gridano in lumbard i salviniani ai tosiani. “E noaltri ve taiémo le bale e ghe zughémo a le pice” rispondono i tosiani». E la Beresina là in mezzo a fare da respingente».
«La baruffa in corso al bareto è la conseguenza del fatto che il vertice vicentino tra Salvini, Tosi e Zaia non ha risolto la questione delle liste e delle alleanze in vista delle elezioni regionali. “Salvini vuole comandare anche in Veneto - urla il tosiano Porfido - ma il Consiglio della Liga Veneta, ribadendo la piena autonomia, gli ha dato una scarpà nel cul rispedendolo a casa sua, a Milàn”».
«Su un cavalcavia della Bassa ieri notte è apparsa la scritta: “Fora i lumbàrd dal Veneto”. “Sìto sta ti?” ha chiesto el ragionier Dolimàn allo stesso Porfido che aveva uno sbaffo di colore bianco, quello della scritta, su una ganàssa”. “No - ha risposto el Porfido giustificando lo sbaffo di colore col fatto che la notte aveva sbianchezato so moiér - ma plaudo all'inissiativa”».
«Il salviniano Palpaquà, sotto un fitto lancio di tartine co' l'aciughéta, ha cercato di far osservare che, al vertice di Vicenza, Salvini non ha affatto detto che vuole comandare in Veneto. Ha semplicemente detto che la questione delle liste e delle alleanze deve essere risolta tra i veneti Zaia e Tosi, e che lui interverrà solo in mancanza di accordo. “Beh, alora l'è tuto un altro par de màneghe” gli ha risposto il tosiano Ampollina e ha fatto un esempio tera-tera: “Se mi barùfo co' me moiér e no riussémo a métarse d'acordo, l'è giusto che intervègna el Gussa che el sta ne l'apartamento di fronte e che, dopo avérme serà nel sbabussìn, el se porta in lèto la me dòna».
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Silvino Gonzato
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