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Febbraio

21.02.2015

Profughi, niente caserme. Non restano che i B&B

La posta della Olga
La posta della Olga

«Il governatore del Veneto Zaia ritiene irrealizzabile l'ipotesi» scrive la Olga «di ospitare i profughi nelle caserme dismesse e quindi anche all'Arsenale che così, senza altre ciàcole, avrebbe avuto la sua destinazione d'uso definitiva».
«Il perché è subito detto: nelle caserme dismesse si sono insediate le topinare il cui sfratto spetterebbe al proprietario, cioè al ministero della Difesa, ma finora la ministra Pinotti non ha compiuto i sopralluoghi necessari ed è dubbio che lo farà perché (scartata la guerra preventiva che non è finanziabile neanche tagliando il bonus di 80 euro) è impegnata a trovare le parole adatte, il più possibile amabili e rassicuranti, magari accompagnate da qualche omaggio, per convincere i tagliateste dell'Isis a non invadere Roma, come hanno minacciato di fare».
«Niente sfratto delle topinare, dunque, e, di conseguenza, niente caserme per i profughi. Non restano che le tendopoli o i bed and breakfast».
«E mentre la Pinotti pensava e, finché pensava, scrutava col binocolo le coste meridionali da dove i tagliateste potrebbero arrivare coi barconi dei profughi, e mentre il ministro dell'Interno Alfano era tutto preso dal fare la spalla di Renzi, Roma, inaspettatamente, veniva devastata da un'orda di vandali olandesi calati dal Nord per distruggere la Barcaccia del Bernini, il che dimostra che, con le loro minacce, i tagliateste dell'Isis, come dice il mio Gino, si limiterebbero per ora a creare un diversivo per farci invadere dai barbari di tutti i paesi del nord cui non piacciono le nostre fontane, forse solo perché ce le invidiano».
«Non mi pare che Verona stia tremando per per l'Isis o che tema improvvise calate di vandali perché l'unica fontana di un certo pregio con cui semmai potrebbero prendersela è quella di piazza Erbe che, però, l'è sconta dai bancheti».
«Ma questo non vuol dire che qui stiamo meglio di Roma perché ogni volta che si avvicinano le elezioni la 'ndrangheta calabrese si infiltra nell'amministrazione comunale, puntuale come un orologio svizzero».
«E ogni volta che si avvicinano le elezioni l'opposizione sbraita dicendo di volerci vedere chiaro. A questo proposito el ragioner Dolimàn sostiene che per sconfiggere la 'ndrangheta e tutte le mafie bisogna abolire le elezioni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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