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10.08.2018

"Guten appetit!"
La Germania a tavola
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La cucina tedesca 2.0? I piatti forti, oggi, non sono solo quelli della tradizione
La cucina tedesca 2.0? I piatti forti, oggi, non sono solo quelli della tradizione

C’erano un volta patate, würstel e crauti. Viaggiare in Germania, oggi più che mai, significa un tuffo nei sapori a 360 gradi. Già, perché se il mito di questi tradizionali «ambasciatori del gusto», tra i turisti, è duro a morire, ormai le abitudini a tavola, in Germania, sono cambiate per la sciare spazio a una cucina moderna e cosmopolita. «Ben 300 ristoranti stellati sono testimoni di quanto si sia evoluta la gastronomia di qualità tedesca rispetto al panorama internazionale, mentre la cucina di tutti i giorni in Germania risente di influenze mediterranee, orientali e asiatiche che la rendono più varia», racconta Ulrich Rüter, direttore per l’Italia dell’Ente nazionale germanico per il Turismo. «I diversi stili culinari e le specialità delle singole regioni, come l’ampia offerta gastronomica in generale, sono uno dei maggiori punti di forza della destinazione Germania». Prova ne siano le 471 strutture inserite nella guida Michelin Bib Gourmand che riporta quelle che hanno un occhio di riguardo al rapporto qualità-prezzo. Non è un caso, dunque, che da gennaio ad aprile 2018 solo dall’Italia si sia registrato un incremento del 4,8% del flusso turistico dall’Italia alla Germania. E tra i motivi del viaggio, l’enogastronomia sale al sesto posto. «L’Italia è saldamente in testa alla classifica del buon cibo, ma la Germania sta recuperando», continua Rüter. E non solo a suon di tradizione. Qualche esempio? Il pesce, piatto forte dal Baltico alle Alpi. Il pane (oltre 1.200 le varietà prodotte da nord a sud dai tedeschi, veri e propri artisti della panificazione). Ma anche gli asparagi (la Germania è leader europeo dei produttori). E poi c’è la birra, che non è nata in Germania «ma è qui che ha raggiunto la perfezione», aggiunge Stephan Moder, product manager dell’Ente nazionale germanico per il Turismo. «Abbiamo 5mila birre diverse e oltre 1.300 birrifici, metà dei quali è in Baviera. E il fatto che da noi fosse usata per svezzare i bimbi non è un modo di dire: in passato era ben più sicura dell’acqua, non sempre potabile». L’Italia lo sa bene, visto che ne è il primo importatore europeo. Il vino? «I vini tedeschi godono di un’ottima reputazione internazionale, mentre l’escursionismo nelle zone vinicole consente di unire l’attività all’aria aperta con il piacere delle degustazioni», continua Moder. «Più di 500 competenti guide enologiche accompagnano i turisti alla scoperta di 13 regioni vinicole tedesche». Alzi la mano, infine, chi sa che in Germania vedono la luce anche due dei distillati più conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, il Monkey 47 e l’Elephant. «Per sperimentare la cultura tedesca del cibo e del bere più autentica il consiglio è di visitare i mercati settimanali regionali o le varie feste tradizionali». •

Elisa Pasetto
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