Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
martedì, 25 settembre 2018

Fornelli, addio!
La cucina fire-free
fa proseliti

Il ferro da stiro può essere usato per ottenere l’effetto di una piastra

Aveva fatto scalpore, durante un’edizione di Fish&Chef a Costermano, l’idea dello chef Isidoro Consolini: cucinare il pesce cuocendolo sul ferro da stiro. Intuizione geniale o trasgressione fine a sé stessa? Fatto sta che l’idea sta facendo scuola. Per una lasagna che non ci faccia stare ai fornelli col solleone o un formaggio marinato per rendere speciale un aperitivo anche in chioschetto senza cucina attrezzata, la cucina estiva può fare a meno di fuochi e forni per utilizzare a tempo pieno un simbolo del boom economico: il frigorifero. A esplorare il potenziale gastronomico del freddo è Valeria Arnaldi nel libro «Cool Food cucinare senza fuoco», edito da Food District (96 pagine, 9.90 euro). «Il frigorifero racconta molto di noi. E racconta», sottolinea l’autrice, «velocità e lentezza del vivere, tra piatti pronti e spesa sempre fresco. Conserva. Pure le memorie. Oggi sempre più spesso si svela come strumento per cucinare senza toccare fuochi o forno. Alcune tecniche vengono dalla tradizione, come la marinatura. Il resto lo fa la fantasia: dalla nostrana panzanella al gazpacho spagnolo, dal sashimi e carpacci alle carni affumicate, fino a dolci celeberrimi come il tiramisù e cheesecake». La scelta della cucina fredda non sembra dettata dalla mancanza di tempo: «Quelli del frigo non sempre sono tempi di cucina più brevi, ma non ricercano spesso l’interazione. Sono tempi di attesa, non tempi di azione», sottolinea Arnaldi nel presentare 40 ricette per cucinare senza fuoco che spaziano dal glass di caviale alla meringata. Ma il frigo non è l’unico elettrodomestico amico degli chef più innovativi: l’esperta di cucina sostenibile e anti spreco Lina Casali col libro «Cucinare in lavastoviglie» (Gribaudo Editore) ha fatto da apripista della vasocottura e della «cucina» col programma a pieno carico a 65 gradi. Ma c’è chi non disdegna nemmeno la piastra per i capelli, mentre i gestori di un locale di tendenza a Roma, a due passi da Piazza Navona, per anni hanno proposto seppie e verdure passate, per una cottura senza intingoli ma saporosa, al ferro da stiro. A Cibus, salone professionale dell’Alimentazione della fiera di Parma, diversi chef hanno presentato idee e produzioni fire-free, anche per mangiare in ambienti estremi, dal deserto all’oceano. Dalle preparazioni sottovuoto dello chef bistellato Moreno Cedroni che, per facilitare la vita degli esercenti di wine bar e chioschi balneari, ha proposto polpi e specialità di mare pronti con pochi secondi al microonde. Pedon, azienda vicentina specializzata in sementi, legumi e superfood, propone anche alimenti per crudisti e cotture salvatempo per chi sceglie gli ipernutrienti quinoa, amaranto, un cereale senza glutine, fino alla chia. Arriva invece dalla Cina un’altra tecnologia che mette al bando i fornelli: i cibi vengono cotti dentro tubi di vetro riscaldati da specchi, senza produrre fumi inquinanti e gas serra. •