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Economia

03.12.2013

Riello-Viessmann, accordo vicino sulle caldaie murarie

La sede dei marchi Beretta e Sylber (gruppo Riello) a Lecco
La sede dei marchi Beretta e Sylber (gruppo Riello) a Lecco

Un altro passo verso l'accordo Riello-Viessmann. Il ramo «caldaie murarie» del gruppo veronese Riello, tra i leader italiani nel settore dei sistemi di riscaldamento, potrebbe a breve essere ceduto a Viessmann, multinazionale tedesca specializzata in tecnologie per la produzione di fonti di calore, la cui sede italiana si trova a Balconi di Pescantina. Un'ipotesi di cui si parla da diversi mesi, ma che ora sembra stia per prendere  corpo: la scorsa settimana a Lecco, le due parti avrebbero firmato in presenza delle organizzazioni sindacali un «verbale d'incontro» in cui ufficializzano la propria intenzione di vendere (da parte di Riello) e di acquisire (Viessmann) il ramo d'azienda relativo alla produzione di caldaie murarie. Dai vertici del gruppo Riello non arrivano conferme, né smentite sullo stato di questa complessa compravendita, dove mancherebbero ancora alcuni dettagli da definire. Secondo fonti informate, però, la firma della lettera d'intenti vincolante per la cessione/acquisizione sarebbe attesa entro fine anno.
Ma quali stabilimenti dovrebbero passare sotto il controllo di Viessmann, colosso tedesco da due miliardi di fatturato, 27 sedi produttive in 11 Paesi e oltre 10 mila dipendenti? Secondo quanto emerso, i tedeschi avrebbero intenzione di acquisire i siti di Morbegno (in provincia di Sondrio), Lecco, Torun (in Polonia) e parte della produzione in Cina. Viessmann, inoltre, farebbe propri i marchi Beretta, Vokera e Sylber, brand acquisiti da Riello negli anni Novanta. L'operazione comporterebbe il passaggio di circa mille dipendenti sugli attuali 1.700 del gruppo veronese alla multinazionale tedesca, ma al momento non si è parlato di esuberi: il quartier generale di questo nuovo polo Viessmann per la produzione di caldaie murarie sarà a Lecco e si chiamerà Bvs (Beretta-Vokera-Sylber).
L'operazione non dovrebbe comportare importanti ripercussioni su Verona: rimarranno, infatti, in capo a Riello gli stabilimenti della Bassa Veronese (San Pietro di Legnago, Porto di Legnago e il centro ricerche di Angiari, dove sono attivi 480 lavoratori), i siti di Piombino Dese (Padova), di Volpago (Treviso) e Pescara (Fontecal), oltre alla produzione di bruciatori in Cina.
«Con la cessione di questo ramo d'attività, il gruppo Riello riduce la propria presenza multinazionale, rimanendo concentrato con i suoi stabilimenti a livello locale», è il commento di Stefano Zantedeschi, segretario generale della Fiom Cgil. «L'auspicio è che, a fronte dell'abbattimento dei debiti di Riello con gli istituti di credito, i capitali ottenuti dalla vendita consentano di ottenere la riapertura del credito e che, conclusa l'operazione Viessmann, si possa procedere al rilancio del gruppo in termini di investimenti».
Il gruppo Riello spa di Legnago ha chiuso il 2012 con un fatturato di 414 milioni e un'esposizione con le banche pari a 355 milioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuela Trevisani
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