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Economia

21.02.2014

«Progetto Fuoco» in crescita con oltre +10% di visitatori

Visitatori tra gli stand della rassegna di Progetto Fuoco
Visitatori tra gli stand della rassegna di Progetto Fuoco

Non solo operatori specializzati, a Progetto Fuoco: la manifestazione, inaugurata mercoledì e in programma fino a domenica negli spazi di Veronafiere, sta richiamando migliaia di visitatori, sempre più interessati al mondo dei caminetti e delle stufe a legna. Lo dicono i numeri del settore (6milioni gli apparecchi domestici installati in Italia), ma la dimostrazione arriva direttamente dalla fiera, leader mondiale del comparto: nei primi due giorni è stato registrato un aumento di oltre il 10% delle presenze rispetto alla precedente edizione, quella del 2012, quando i visitatori furono 70mila.
A fare la differenza sono gli operatori stranieri, secondo Ado Rebuli, presidente di Piemmeti, società promotrice della manifestazione: «Sono molto più numerosi rispetto al passato: stiamo ospitando delegazioni da Paesi che non avevano mai partecipato a Progetto Fuoco, ma che sono attratti dalle tecnologia e dal livello di innovazione dei prodotti esposti. Un incremento che va di pari passo con quello delle imprese presenti: il 20% in più rispetto al 2012, e il 33% degli espositori proviene dall'estero».
Novità di questa edizione, premiata dal numero di presenze, è il padiglione dedicato al pellet, spazio indispensabile considerando il primato del Paese, principale consumatore europeo di questo combustibile ma anche maggiore importatore: nel 2012 sono stati consumati 10milioni di tonnellate di pellet, a fronte delle 750mila prodotte.
Un paradosso in continua evoluzione. «Il 2014 sarà l'anno del cambiamento nell'approvvigionamento: cambieranno i partner commerciali, la logistica, ma soprattutto la catena distributiva ancora troppo frammentata, con un ruolo cruciale svolto dalla gdo», ha spiegato Elisabetta Paniz di Aiel ieri, in occasione del workshop «Pellet e grande distribuzione», organizzato da Piemmeti, dalla rivista Largo Consumo e da Aiel, l'associazione italiana energie agroforestali. Dal confronto tra rappresentanti del retail, sono emerse alcune lacune nello sviluppo della fiera di questo combustibile.
«Per noi è un mercato ancora immaturo», ha spiegato Massimiliano Baravelli, responsabile acquisti no food di Conad, «le certificazioni sono poco controllate e c'è difficoltà nell'individuare fonti di approvvigionamento». Il pellet lo cercano all'estero altre catene distributive, come Coop Italia e Self Italia che punta a Francia, Lituania e Austria. «Lo abbiamo introdotto nei nostri scaffali da una decina di anni», ha aggiunto Michele Ammannati, della direzione commerciale no food di Coop Italia, «e di recente, per assecondare la domanda, i nostri punti vendita hanno dimenticato la stagionalità, mettendolo a disposizione durante tutto l'anno e differenziandolo anche in termini di qualità».

Francesca Lorandi
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