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Economia

09.11.2013

Ofv, arriva commissario indicato dal governo

Giovanni Bertoni, commissario delle Officine Ferroviarie Veronesi
Giovanni Bertoni, commissario delle Officine Ferroviarie Veronesi

Al via la procedura di amministrazione straordinaria per le Officine Ferroviarie Veronesi. L'autorizzazione è arrivata dal tribunale, che ha nominato il commissario indicato dal ministero dello Sviluppo economico: spetterà a Giovanni Bertoni, dopo aver realizzato un'indagine preliminare, mettere l'azienda sul mercato affinché investitori interessati possano accedere alla proposta d'acquisto.
«Confidiamo che ora ci siano le condizioni per determinare una rapida ripresa dei processi produttivi», commenta con una nota la vecchia proprietà. «Creare le condizioni per il riavvio dell'attività nei tempi più brevi possibili», aggiunge, «era l'obiettivo per cui l'azienda ha deciso di presentare la richiesta di accesso alla Prodi-bis».
C'è soddisfazione tra i rappresentanti sindacali, che avevano chiesto un commissario con capacità manageriali in grado di portare le Ofv a un rilancio. Bertoni è emiliano, ha 75 anni e un curriculum di tutto rispetto: nel 1979 venne nominato direttore generale di Massey Ferguson, due anni dopo amministratore delegato di Isotta Fraschini (gruppo Iri/Finmeccanica). Nel 1987 divenne ad di Berco, nel 2001 presidente della Thyssen Krupp Italia e nel 2008 fu nominato commissario straordinario di Romagna Ruote, che salvò dal fallimento. «È un tecnico, scelto con giudizio, di sicuro porterà alle Ofv molte competenze», commenta Antonio Veneri della Uilm Uil.
La speranza dei rappresentanti sindacali è che Bertoni faccia ripartire quanto prima la produzione in azienda. I 205 lavoratori sono pronti, da oltre un mese presidiano l'ingresso delle Officine. Anche le commesse ci sono, un centinaio di carrozze Vivalto per Trenitalia, più un appalto di altre 250, e c'è anche la necessità di produrle quanto prima, per non rischiare di perderle. Già un paio di settimane fa Ansaldo Breda sembrava intenzionata ad estromettere Ofv dall'associazione di imprese chiamata a realizzarle.
«Ora ci sono delle priorità», spiega Stefano Zantedeschi della Fiom Cgil, «riacquistare credibilità nei confronti dei committenti e realizzare un piano industriale condiviso, che preveda il rientro di tutti i lavoratori. Anche le banche devono fare la propria parte affinché la produzione possa ripartire». «È stato ottenuto un importante risultato grazie alla tenacia dei dipendenti che, dal 23 settembre scorso, presidiano l'ingresso dell'azienda», aggiunge Massimiliano Nobis della Fim Cisl, «ora è necessario dimostrare ad Ansaldo che ci sono i presupposti per far fronte alla commessa». Nobis lancia poi una stoccata alla vecchia proprietà: «Si chiude in malo modo l'esperienza industriale della famiglia Biasi, che in pochi anni ha fatto morire un distretto che contava quasi un migliaio di lavoratori».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Lorandi
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