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Economia

26.11.2013

Mediazione a Verona: c'è un boom di richieste

Cesare Veneri
Cesare Veneri

Oltre cento pratiche depositate negli ultimi sessanta giorni, contro le 14 ricevute nei nove mesi precedenti dall'Organismo veronese di mediazione forense (Ovmf), istituito nel 2010 dall'Ordine degli avvocati di Verona. Altre 43 registrate in Camera di Commercio, contro le 26 dal 13 dicembre 2012 al 19 settembre scorso.
La mediazione riprende quota e gli utenti tornano a rivolgersi ai principali organismi di risoluzione stragiudiziale delle controversie, istituiti dagli enti di diritto pubblico veronese. È l'effetto della conversione in legge (n.98/2013) del cosiddetto «decreto del fare», che ha reintrodotto l'obbligatorietà della mediazione, bocciata nel dicembre 2012 dalla Corte Costituzionale e tornata in vigore a settembre, con alcuni ritocchi. Le modifiche hanno determinato la necessità di aggiornare i regolamenti degli organismi di conciliazione: per l'Ovmf è diventato esecutivo il 28 ottobre, in Camera di Commercio, sabato scorso. Le principali novità introdotte dal legislatore riguardano l'individuazione dell'organismo di mediazione al quale affidare la risoluzione della controversia, che deve trovarsi nel luogo del giudice territorialmente competente. Il criterio promuove la conciliazione di prossimità, vicino al cittadino, proprio in un periodo in cui si chiudono le sedi periferiche dei tribunali. Le materie di diritto civile e commerciale rimangono le stesse, ad esclusione del risarcimento danni da veicoli e natanti. Mentre sono incluse le controversie in materia di responsabilità sanitaria. Diventa obbligatoria l'assistenza legale; si abbassano i costi (per accedere al tentativo di conciliazione si versano solo le spese di avvio), i tempi si accorciano a tre mesi. Ancora, l'accordo di mediazione controfirmato dalle parti e dai rispettivi legali ha valore di sentenza immediatamente esecutiva. Rafforzato anche l'art.8, comma 4-bis (prescrive che dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio) che sta convincendo anche parti poco propense, ad esperire il tentativo.
«Dal 20 settembre ad oggi le istanze presentate all'Ovmf sono state 113. Sarà interessante valutare tra sei mesi quante si saranno chiuse positivamente», ragiona Giuseppe Perini, avvocato e del direttivo dell'organismo di mediazione forense scaligero. «Sempre più spesso ad aderire alla mediazione sono banche ed assicurazioni, prima raramente disponibili», fa notare Elisa Fichera, avvocato e presidente di Assamef Verona (Associazione avvocati mediatori forensi). «A convincerle, probabilmente, ha influito la determinazione del legislatore nel riproporre la conciliazione obbligatoria», valuta Perini. «A fine mese prevediamo di ricevere il doppio delle pratiche di ottobre. Il trend di crescita sarà molto spinto», afferma Daniela Mazzotta, responsabile dello sportello di mediazione della Camera di Commercio. «Siamo convinti della validità dello strumento: abbiamo scelto di equiparare le spese di gestione della mediazione volontaria a quelle per le materie obbligatorie», conclude Cesare Veneri, segretario generale dell'ente.Va.Za.

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