17 febbraio 2019

Aree Tematiche

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

Economia

04.10.2013

La Riva pienamente operativa sbloccati ieri i conti correnti

Un'immagine dei giorni scorsi delle proteste alla Riva Acciaio
Un'immagine dei giorni scorsi delle proteste alla Riva Acciaio

Il gruppo Riva Acciaio si sta finalmente rialzando. Piegato nelle scorse settimane da un sequestro preventivo, che aveva portato alla sospensione delle attività in sette stabilimenti, il colosso siderurgico si appresta a tornare a produrre a pieno regime. Anche a Verona. Il custode e amministratore giudiziario dei beni aziendali, infatti, ha comunicato alla proprietà il proprio nulla osta rispetto alla richiesta della Riva Acciaio di utilizzare la liquidità e le linee di credito concesse dalle banche per il pagamento dei fornitori e, dunque, per il ripristino dell'attività aziendale. Proprio questa era la notizia che lavoratori e direzione aspettavano con ansia da giorni e che rappresenta il passo decisivo verso il ritorno alla normalità del ciclo produttivo. Una vicenda che lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta aveva definito «kafkiana» e che ha lasciato con il fiato sospeso per tre settimane 1.400 operai, di cui 500 veronesi, ansiosi solo di tornare a lavorare. Un complicato rebus che tutte le parti sociali, le forze politiche e le istituzioni per giorni hanno continuato a ripetere di voler risolvere, senza però trovare la chiave per farlo. Poi, grazie anche all'intervento del ministro allo Sviluppo economico Flavio Zanonato, è arrivata la soluzione: mercoledì il gruppo ha ottenuto il via libera alla commercializzazione dei prodotti finiti e ieri quello all'utilizzo dei conti correnti. Nello stabilimento Riva Acciaio di lungadige Galtarossa i primi segnali di questa ripresa produttiva si sono potuti notare già ieri: fin dalla prima mattinata i camion hanno iniziato a varcare i cancelli della fabbrica per caricare le vergelle e il carbonio (un prodotto di nicchia), che da metà settembre erano rimasti parcheggiati nel piazzale interno e trasportarli dai clienti che li avevano richiesti. «Ora potranno finalmente partire i pagamenti dei fornitori: resta da vedere quanto tempo impiegheranno per recepirli», spiega il direttore dello stabilimento scaligero Bruno Marzoli, cercando di rassicurare gli operai. «La settimana prossima il materiale dovrebbe arrivare e, dunque, l'attività produttiva riprenderà a pieno regime». Una questione centrale, quella delle materie prime, perché senza di esse l'acciaieria e il laminatoio non possono funzionare. Attualmente nel magazzino della fabbrica sono presenti nove tonnellate di rottami, sufficienti a coprire circa 55 ore di lavoro. È probabile, quindi, che nel fine settimana ci sia un rallentamento dell'attività che però, secondo Marzoli, va visto solo come «punto di discontinuità della produzione». Tirano un sospiro di sollievo le organizzazioni sindacali, che hanno seguito i lavoratori in questa difficile vicenda. «Finalmente si torna a produrre in un'azienda che, come abbiamo più volte ribadito, vanta commesse, a differenza di molte altre del settore metalmeccanico che si trovano in grave crisi», è il commento di Massimiliano Nobis, segretario generale della Cisl. «L'unico rammarico è che si siano persi diversi giorni di lavoro, quando si sarebbe potuto evitare semplicemente con la buona volontà di tutte le parti in causa». Il periodo di fermata lavorativa verrà coperto in termini di retribuzione per gli operai, sfruttando in parte i giorni del contratto di solidarietà e in parte le ferie arretrate. «Ora si torna in fabbrica», conclude Nobis, «e il confronto con l'azienda proseguirà per mantenere alta l'attenzione sugli standard ambientali e di sicurezza». Soddisfatto per la soluzione trovata anche Dante Loi della Fiom Cgil. «Bisogna dare atto al ministro Zanonato di ciò che ha fatto per risolvere la situazione: senza l'accordo raggiunto al tavolo tra Ministero, proprietà e custode giudiziario, ci sarebbero stati parecchi problemi, anche di ordine pubblico a Verona», sostiene Loi. «Questa vicenda ha riportato il lavoro al centro e ha dimostrato che se i lavoratori e tutte le forze sociali, inclusa la cittadinanza, sono unite, è possibile raggiungere risultati importanti».

Manuela Trevisani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1