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Economia

04.12.2013

Expo, Verona vuole essere protagonista

Da sinistra: Diana Bracco, Giuseppe Sala, Flavio Tosi e Giuliano Noci
Da sinistra: Diana Bracco, Giuseppe Sala, Flavio Tosi e Giuliano Noci

«Le imprese veronesi devono darsi da fare già oggi per l'Expo 2015». L'invito pressante è arrivato dall'amministratore delegato dell'esposizione universale, Giuseppe Sala, che ha partecipato ieri in Gran Guardia all'incontro «Expo incontra Verona».
Da una parte era presente il tessuto economico scaligero che chiede da tempo di essere tra i protagonisti dell'evento. Dall'altra parte gli organizzatori, lo stesso Sala, ma anche il commissario generale del padiglione Italia Diana Bracco e il presidente di Explora Giuliano Noci (la società partecipata da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Milano ed Expo 2015 Spa che si occupa della preparazione e della promozione di pacchetti dedicati ai visitatori dell'esposizione universale): tutti concordi nel dire che le imprese devono iniziare a darsi da fare, perché di lavoro già ce n'è.
«A giorni verranno assegnati ai singoli Paesi i lotti per i padiglioni, che inizieranno ad essere realizzati a gennaio», ha spiegato Sala. «e quindi in brevissimo tempo gli allestitori dovranno decidere come organizzare lo spazio, dovranno arredarlo. Gli investimenti saranno altissimi ma manodopera e materiali non se li porteranno da casa, li cercheranno qui, in Italia. Per questo le aziende del territorio devono cominciare già da ora a prendere contatti con i consolati e le camere di commercio, per inserirsi in questo business. C'è spazio anche per il food&beverage e per molti potenziali fornitori di servizi, perché per più di un anno in questa cittadella lavoreranno migliaia di persone, tutti i giorni».
Anche sul fronte del turismo ci sono opportunità per gli operatori veronesi, purché si riesca ad uscire dalle solite proposte. «Verona potrà fare da sé o inserirsi in un'offerta italiana trasversale», ha aggiunto Sala, «ma si deve partire da un presupposto: chi verrà all'Expo cercherà proposte originali». Noci lo ha definito «turismo di motivazione». «Dobbiamo fare azione di pushing», ha spiegato, «per promuovere pacchetti tematici, legati ad esempio al vino, all'opera, all'agroalimentare, portare i visitatori a fare esperienze sul territorio».
Tutto questo in vista del primo maggio 2015, data d'inaugurazione dell'Expo. Ma in quei sei mesi in cui l'Italia sarà sotto i riflettori di tutto il mondo, Verona cosa potrà fare?
Ieri i rappresentanti dell'economia locale, dal presidente della Camera di Commercio Alessandro Bianchi al direttore di Veronafiere Giovanni Mantovani, dal commissario regionale al Turismo Paolo Rosso fino al padrone di casa, il sindaco Flavio Tosi, hanno lanciato un appello chiaro agli organizzatori dell'Expo: Verona sia inserita in un palinsesto tale da renderla uno dei poli più attrattivi. Più esplicito Mantovani: «Dopo un anno di approfondimenti è ora di chiudere gli accordi: entro un mese è necessario essere operativi».
«Siamo d'accordo che Verona è piena di cose da dire e da dare», ha esordito Bracco, «e proprio in questo periodo stiamo raccogliendo proposte, contenuti per riempire il nostro padiglione Italia. Le 150 delegazioni straniere presenti visiteranno il nostro spazio: le Regioni devono essere presenti, per mostrare le loro eccellenze e portare i visitatori direttamente nei territori. Sarà un interscambio: da Milano ai territori e dai territori a Milano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Lorandi
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