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Economia

11.09.2012

Addio Gelati Sanson, sparisce il marchio

L’ingresso dello storico stabilimento della Sanson a Colognola ai Colli
L’ingresso dello storico stabilimento della Sanson a Colognola ai Colli

Sparisce un marchio storico del gelato veronese, fondato da Teofilo Sanson negli anni Cinquanta. La famiglia Bagnoli, primo produttore italiani di gelato, ha deciso di sacrificare questo marchio che avevano comprato nel 2008 da Barilla, per puntare su un unico brand: Sammontana, fondata nel dopoguerra da Renzo Bagnoli. È la fine di un marchio che in mezzo secolo era passato di mano quattro volte: una prima agli americani di Beatrice Foods per poi essere ricomperato dallo stesso Sanson assieme a Leonardo del Vecchio e poi rivenduto ancora, questa volta alla Barilla, che lo aveva inserito nel gruppo Gran Milano. Il marchio tuttavia stava mano a mano scomparendo, dal momento che i partner commerciali che vendevano Sanson da qualche tempo a questa parte vendevano solo Sammontana.
La motivazione, in tempo di crisi, è evidente: per il gruppo supportare economicamente due marchi stava diventando troppo impegnativo, così si è deciso di concentrare le risorse sui brand più forti. I tanti fattori che hanno portato alla decisione vanno dalla comunicazione, alle complessità produttive, alla gestione della rete dei concessionari in competizione, ai risultati di vendita inferiori alle aspettative.
La svalutazione della Sanson aveva portato lo scorso anno i conti della Sammontana in rosso di 12,3 milioni, che sono andati ad aggravare la situazione di una famiglia che si era già indebitata con le banche con un mutuo di 80 milioni per l'acquisto della Gran Milano. Un'acquisizione, quest'ultima, nella quale c'era la volontà di fare di Sammontana la leader di mercato nella croissanterie congelata con i marchi Mongelo e Professional, riuniti sotto il marchio Il Pasticciere, e i prodotti da ricorrenza con le Tre Marie. Sanson rappresentava infatti solo una parte del business Gran Milano: 50 milioni di euro su ricavi totali per 150 milioni.
Nessun rischio per i 130 lavoratori dello stabilimento di Colognola ai Colli, anzi: a luglio l'azienda aveva ufficializzato l'investimento di 25milioni di euro, proprio con l'obiettivo di aumentare la produzione del “ramo” croissanterie, spostando quindi i dipendenti dalla produzione di gelati a quella di croissant. Oggi, dei 370 milioni di euro di fatturato complessivo della Sammontana, 140 milioni derivano proprio dalla croissanteria.F.L.

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