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Economia

05.09.2013

A Verona nel mese di luglio fallita un'impresa al giorno

In luglio al tribunale di Verona circa 30 sentenze di fallimento|
 Alberto Mion
In luglio al tribunale di Verona circa 30 sentenze di fallimento| Alberto Mion

Una trentina di nuove pronunce di fallimento. Oltre a estenuanti temperature, il Solleone di quest'anno ha inferto al sistema Verona una nuova stangata, costringendo alla chiusura 27 piccole medie imprese del territorio, di cui 26 solo nel mese di luglio: praticamente una al giorno escludendo le domeniche.
La nuova ondata di sentenze emesse dal tribunale di Verona va a incrementare le 88 dichiarazioni del primo semestre 2013, già a loro volta in corsia di sorpasso rispetto allo stesso periodo 2012, del +12%. E conferma la preoccupazione che molti operatori avevano già espresso nella prima parte dell'anno, ovvero che «l'onda lunga della crisi non era destinata a scemare, bensì ad amplificarsi ulteriormente», commenta il presidente dell'ordine dei commercialisti di Verona Alberto Mion. «Spesso, infatti, la crisi di talune imprese anche importanti, che poi sfocia in una delle procedure concorsuali, se protratta nel tempo ha una ricaduta anche sulle aziende del settore che direttamente o indirettamente hanno avuto rapporti commerciali con le imprese entrate in crisi».
La mancata riscossione dei crediti e la contemporanea riduzione degli affidamenti da parte del sistema creditizio è un cocktail letale per molti imprenditori, che evidenzia ancora una volta, sottolinea Mion, «la centralità del problema della finanza d'impresa, la quale grava sulla maggior parte del sistema produttivo ancor più della mancanza di commesse».
CRISI A NORDEST. Un'epidemia che non si arresta, l'attuale crisi, e che oggi viene avvertita in maniera ancora più incisiva proprio «in quelle zone che in un passato, nemmeno poi tanto lontano, hanno conosciuto un più alto sviluppo e un conseguente maggior benessere generale, come il Nord-Est e la nostra Verona». Dove nulla lascia presagire a un'inversione di tendenza nel breve termine. «Dai dati in nostro possesso sono infatti tanti gli imprenditori che si accingono proprio in questi giorni a presentare domanda di adesione a una procedura, specialmente concordati in bianco». Guardando poi ai nomi delle ditte in procedura, «vi sono aziende storiche che fino a qualche mese fa non avremmo mai pensato potessero incorrere in problemi così importanti».
Problemi cui nemmeno la politica pare stia offrendo soluzioni immediate. «Il governo Letta ha emanato qualche provvedimento per attenuare la carenza di liquidità (es.: lo sblocco di pagamenti da parte della pubblica amministrazione e una più semplice procedura di compensazione tra debiti e crediti nei confronti della stessa). Interventi ancora insufficienti», conclude Mion, «anche se qualche timido segnale di ripresa pare affacciarsi all'orizzonte».
COMPARTI. Nessuna ripresa per l'edile che tra luglio e agosto ha subìto 6 nuove dichiarazioni di fallimento, seguito da un'eterogenea platea di aziende che non hanno superato il periodo estivo, tra cui 3 attività di produzione, lavorazione e commercio di polimeri e plastiche, un paio di esercizi pubblici (bar, ristoranti) e altrettante ditte d'abbigliamento.

Francesca Saglimbeni
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