La ciclabile Ostiglia Treviso
01/11/2008 |
Un secolo fa si cominciò a parlare dell’Ostiglia – Treviso, quella linea ferroviaria che avrebbe dovuto unire, come titolavano i giornali di allora, “il cuore del Veneto”. Un progetto lungo e travagliato, più volte interrotto, che non godè mai di grande fortuna. Quei 118 chilometri di rotaie, che, partendo dalle rive del Po, si snodavano lungo la provincia di Verona a Vicenza, sino ad arrivare nel padovano e a Treviso, non ebbero un grande successo.
Dopo la seconda Guerra Mondiale i binari furono abbandonati, le fermate lasciate in uno stato d’incuria totale che le rese spesso punti di ritrovo malfamati o rifugi di fortuna. Oggi, cento anni dopo, il sogno di molti è di far rivivere quel vecchi tracciato, ristrutturando i quaranta caselli e le quindici stazioni, valorizzando le aree d’interesse storico – paesaggistico e culturale, creando opportunità di sviluppo per le aziende agrituristiche, le fattorie didattiche e i bed&breakfast. Non si tratterà però di una nuova ferrovia, ma di una pista ciclabile, destinata a diventare una delle più importanti d’Italia e a collegarsi con le grandi vie europee.
A Mantova, Padova e Treviso non è semplicemente un’utopia. Le tre province, infatti, hanno dato il via ai lavori, rendendo già utilizzabile alcuni tratti del percorso. Diversa è la situazione, invece, a Vicenza e a Verona. Il tema è stato più volte discusso, sono state avanzate idee ed ipotesi eppure, per ora, di concreto non è stato fatto nulla. “Alcune proposte e decisioni avanzate dagli amministratori di Vicenza e Verona – hanno spiegato gli organizzatori – sembrano non tener conto dell’unicità del bene”. A Treviso i primi interventi di recupero sono già iniziati e oggi sono fruibili come pista ciclabile alcuni chilometri del vecchio tracciato ferroviario. “Il nostro – ha spiegato il presidente provinciale Leonardo Muraro – è un progetto particolare che mira alla valorizzazione delle risorse paesaggistiche e storiche del Parco naturale regionale del fiume Sile. Puntiamo quindi ad unire una rete di percorsi esistenti o in fase di completamento sia ad est che ad ovest della città”. “Il trevigiano vanta oggi oltre due milioni di visitatori all’anno – ha continuato – quindi è nostra intenzione investire nel turismo e nelle risorse ad esso legate”.
A buon punto anche Padova. La Regione ha recentemente stanziato 872mila euro per finanziare il primo stralcio, sostenuto dall’Intesa Programmatica d’Area (IPA) fra i comuni del Camposampierese. La Provincia ha già acquistato quindi l’intera tratta ricadente nel suo territorio. “Prevediamo di dare il via ai lavori all’inizio del 2009. – ha sottolineato il presidente della Provincia Vittorio Casarin – Quest’opera s’inserirà nei grandi circuiti internazionali e potrà avere grande risonanza, attirando un crescente numero di turisti”. Per questo Padova vuole pensare in grande. “Il nostro obiettivo – ha concluso – è quello di ristrutturare anche le nove stazioni che si trovano lungo la ferrovia creando ostelli, punti di ristoro e persino musei”.
E Vicenza? Il ritardo rispetto alle province limitrofe è evidente, il rischio è che l’opera rimanga incompleta e che, quindi, perda gran parte delle sue intrinseche potenzialità. “Il tema delle piste ciclabili – ha considerato l’assessore alla mobilità Costantino Toniolo – è stato trascurato dalla passata amministrazione, ma è nostra intenzione recuperare il tempo perduto. Infatti, abbiamo già stanziato fondi per la realizzazione di alcune opere”. “Per quanto riguarda l’Ostiglia – Treviso il dialogo, recentemente iniziato con i vari comuni interessati, dovrà essere intensificato nei prossimi mesi, condividendo soprattutto la fase progettuale”.
Qualcosa tuttavia, nelle ultime settimane, sembra essersi mosso: dalla Regione Veneto è infatti arrivato un finanziamento di duecentomila euro al Comune di Grisignano di Zocco come contributo per l’acquisto di oltre tre chilometri di sedime ferroviario e di due caselli. “La legge finanziaria regionale - ha considerato l’assessore Renato Chisso - ha autorizzato l’acquisto del sedime e dei relativi immobili per preservare la continuità del tracciato in funzione di un utilizzo ciclo - turistico e valorizzare l’intera area”. “In passato avevamo, autonomamente, avanzato richiesta di contributi - ha spiegato il sindaco Mirco Bolis - la notizia dell’arrivo di un finanziamento ci ha comunque sorpreso. Certo è che questo primo passo, se non sarà seguito da altri aiuti, non sarà sufficiente. I soldi, ovviamente, non bastano. Serviranno cifre più cospicue e, inoltre, riteniamo che l’Ostiglia-Treviso abbia un senso solo se realizzata nella sua interezza. Che utilità potrebbero avere singoli, piccoli tratti non collegati l’uno con l’altro?” “Rispetto a Padova e Treviso - ha continuato il sindaco - siamo in ritardo, ma è già importante che si sia mosso qualcosa”.
Cauto anche il sindaco di Castegnero Giancarlo Campagnolo: “I prossimi passi saranno la presentazione di un accordo di programma e di un progetto preliminare per poter ottenere ed acquistare dalle Ferrovie il sedime”.
(Testi e foto a cura di Claudia Milani)