C'è l' atrazina, arrivano le autobotti
VILLAFRANCA. Il sindaco ha imposto il divieto di usare l’acqua della rete idrica per scopi alimentari nelle frazioni di Alpo, Dossobuono, Calzoni, Rizza e al «Catullo»Faccioli: «Si tratta di superamenti minimi, ora aspettiamo nuove analisi» Da stamattina due cisterne riforniscono l’aeroporto e le compagnie aeree
Villafranca. Atrazina oltre i limiti di legge nell'acquedotto. Il Comune di Villafranca vieta l'utilizzo dell'acqua della rete pubblica per bere e cucinare ad Alpo, Dossobuono, Calzoni, Rizza e all'aeroporto Catullo. L'ordinanza è stata emessa ieri pomeriggio dal sindaco Mario Faccioli, dopo che il servizio igiene dell'Ulss 22 aveva comunicato i dati delle analisi compiute in alcuni punti della rete idrica.
«Da alcuni campioni è emerso», spiega Faccioli, «che sono stati superati i limiti di concentrazione dell'atrazina e di sostanze derivate a Calzoni e ad Alpo. Si tratta di superamenti minimi, ma abbiamo voluto garantire la salute dei cittadini. Per questo, oltre a chiudere il pozzo dell'acquedotto di Cadelora, da dove probabilmente proviene l'acqua con tracce inquinanti, abbiamo disposto il divieto».
L'emergenza potrebbe concludersi entro pochi giorni, forse già domani. «Siamo d'accordo con l'Ulss», dice il primo cittadino, «che non appena le nuove analisi ci confermeranno il ripristino della qualità dell'acqua ritireremo l'ordinanza». Il divieto, che riguarda un bacino di 10 mila residenti è stato notificato ieri pomeriggio in Comune dai vigili urbani, che hanno avvertito i residenti tramite altoparlanti installati sulle vetture di servizio. Stamattina, poi, oltre a inviare a tutte le famiglie interessate comunicazione del provvedimento, il Comune rifornirà gli abitanti delle frazioni con autobotti. Saranno collocate in piazza Don Menegazzi a Dossobuono, in via Dosdegà ad Alpo e nel piazzale davanti alle scuole elementari a Rizza.
Per l 'emergenza idrica si è mobilitata pure la società che gestisce l'aeroporto Catullo, Ieri pomeriggio, l'ordinanza è stata estesa anche allo scalo. «Un po' di disagio c'è stato», afferma il direttore generale dello scalo Massimo Soppani, «ma ci siamo già attrezzati con due autocisterne che saranno allacciate alla rete interna, per rifornire l'aeroporto e le compagnie aeree. I camion faranno la spola fino a quando l'emergenza non sarà cessata». Sui valori riscontrati dalle analisi il sindaco Faccioli spiega: «A Calzoni sono stati riscontrati 0,12 microgrammi di atrazina per litro, mentre il limite è di 0,08 microgrammi. Sono stati poi rilevati 0,30 microgrammi per litro di desetilatrazina, contro 0,06, e 0,10 microgrammi per litro di desetilterbutilazina, anziché 0,06. Ad Alpo è stata evidenziata una concentrazione di desetilatrazina di 0,22 microgrammi». I responsabili di Acque Veronesi, la società che gestisce l'acquedotto, confermano che «i valori registrati sono leggermente sopra la media. Si stanno eseguendo analisi in contemporanea con l'Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpav). Il pozzo di Cadelora potrebbe essere riaperto fra una settimana. Nel frattempo la chiusura temporanea è stata coperta con i prelievi intensificati dai pozzi di Comotto e Maddalena, in modo da mantenere in pressione tutta la rete». Acque Veronesi provvederà a sostituire i filtri a carbone del pozzo di Cadelora.
Risolta la questione della sicurezza alimentare, il Comune pensa ora ai risvolti giuridici della vicenda. Perché la concentrazione di atrazina potrebbe indicare un utilizzo recente del potente erbicida, il cui uso è proibito da quasi vent'anni. «Sporgeremo denuncia contro ignoti», afferma il sindaco, «per scoprire la causa dell'inquinamento». Poi aggiunge: «Cadelora e Quaderni sono zone che, anche in passato, hanno presentato lo stesso problema. Sono in zone dove l'agricoltura intensiva ha fatto largo uso, in passato, di questi erbicidi». L'ATRAZINA è un diserbante, introdotto in agricoltura nel 1958 e utilizzato soprattutto nelle coltivazioni di mais, canna da zucchero e sorgo. In Italia è vietato dal 1992, dopo diversi casi di contaminazione delle falde idriche. In vari Paesi europei e negli Stati Uniti il suo uso è ancora legale. Sono numerose, invece, le località della pianura che, ancora oggi, devono fare i conti con l'inquinamento delle falde provocato da questa sostanza. L'atrazina è ritenuta pericolosa per la salute umana, anche se non è inserita tra i prodotti cancerogeni. La desetilatrazina (Dea) e la desetilterbutilazina (Det) sono prodotte dalla degradazione della atrazina e della tebutilazina, un altro prodotto erbicida. La pericolosità del diserbante sta nella massiccia quantità usata per ottenere risultati. La resistenza nel terreno è dovuta anche alla scarsità di organismi in grado di trasformare le molecole.F.T.


1anam - 02/10/2009 18:03
Noi cittadini della frazione La Rizza non abbiamo ricevuto alcun avviso nella casella postale da parte del Sindaco Faccioli. I vigili sono passati solo di pomeriggio quando molte persone sono fuori per lavoro. Il suono degli altoparlanti, come testimoniato da alcuni cittadini di Rizza, non era comprensibile. Molti sono stati avvisati telefonicamente da amici e parenti soltanto alla sera, una volta rientrati nelle proprie abitazioni. Nessuno ci ha informato della presenza delle autobotti. Siamo andati a comprare le taniche e a chiedere acqua a parenti che vivono in città. Ritengo che l'Amministrazione comunale di Villafranca non si è dimostrata all'altezza di gestire l'emergenza atrazina. Il Sindaco dovrebbe trarne le conseguenze: si dimetta!