lunedì, 15 marzo 2010

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Sindaco e assessori si alzano lo stipendio

LEGNAGO. Indennità aggiornate con aumenti dal 25 al 75 per cento


Rettondini: «È un adeguamento a quanto prevede la normativa»
  • 27/10/2009
 
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Il sindaco Roberto Rettondini

A quattro mesi dalla conquista del municipio Lega e Pdl sono passati all'incasso. E, malgrado i forzieri di palazzo de' Stefani siano sempre più vuoti, hanno applicato un aumento medio del 45 per cento alle indennità di funzione percepite negli ultimi tre anni e mezzo dall'ex amministrazione Gandini. Tra l'altro con effetto retroattivo al loro insediamento. Il che significa una spesa per il Comune che, sommate le integrazioni per i mesi pregressi allo «stipendio» di ottobre, sfiora i 45mila euro.
La Giunta - «alla luce delle disposizioni normative che prevedono per il sindaco una remunerazione non inferiore al trattamento economico base del segretario generale» - ha infatti rideterminato in 5.027 euro lordi mensili l'indennità del «doge» leghista Roberto Rettondini. Che potrà così portarsi a casa il 25 per cento in più dei 4.011 euro incassati dal suo predecessore Silvio Gandini. Leggermente meglio è andata al suo vice Loris Bisighin, che è in aspettativa non retribuita da settembre e che guadagnerà, sempre al lordo delle trattenute, 2.765 euro al mese: importo ritoccato del 34 per cento rispetto ai 2.056 euro elargiti finora e che in realtà si riducevano a 1.028 euro poichè Claudio Marconi non era in aspettativa. Ma il vero e proprio «colpo gobbo» l'hanno fatto gli assessori che beneficeranno di un compenso incrementato del 75 per cento: i liberi professionisti (Paolo Longhi, Graziano Lorenzetti e Anna Maria Torelli) avranno diritto a 2.262 euro lordi al mese mentre i lavoratori dipendenti rimasti in servizio (Maurizio De Lorenzi, Nicola Negri ed Erika Ferraresi) percepiranno 1.131 euro lordi mensili.
«Non si tratta», taglia corto il sindaco, «di un aumento discrezionale bensì di un adeguamento previsto dalla legislazione in materia, che garantisce una vita dignitosa ad amministratori impegnati tutto il giorno in municipio e costretti ad abbandonare, come nel mio caso, la loro attività». Giustificazioni che non frenano però le polemiche. «Specie nel caso degli assessori è uno schiaffo al buon senso ed una presa in giro per le associazioni ed i cittadini ai quali vengono negati contributi con la scusa che non ci sono soldi», attacca il capogruppo de «La Rosa» Damiano Ambrosini. «È una scelta vergognosa che trasforma la politica da servizio pubblico a professione a tutti gli effetti», rincara la dose il segretario del Pd Clara Scapin.

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1mirkhovr - 04/11/2009 20:21

..e l'adeguamento per gli studi di settore per la crisi dov'e'?..l'adeguamento delle misere pensioni al reale costo della vita dov'e'?...l'adeguamento degli stipendi dov'e'?... VERGOGNATEVI! A PARTIRE DA VOI SINO A ROMA!.. SIETE TUTTI UNA CONGREGA DI PARASSITI!...

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