Tav, nato il comitato pro tunnel
VAL D’ADIGE. I supertreni del Corridoio 5 Brennero-Palermo usciranno all’aperto a Peri? Si chiede che la galleria continui fino a Pescantina«Sì a nuove linee ferroviarie ma solo se in galleria» Il gruppo di pressione parte con una lettera aperta
La Valdadige: da anni si parla di realizzare una linea ad alta velocità che colleghi Verona al Brennero
Val d'Adige. Sos contro i treni ad alta capacità. È nato il Comitato pro Tav-Tac in Valdadige se in galleria. Presieduto da Alessandro Menolli, conta 12 cofondatori, rappresentativi dei cittadini e di varie forze politiche, economiche e produttive del territorio. Aperto a tutti, il comitato annuncia assemblee itineranti e intanto nei giorni scorsi s'è riunito a Rivalta per stilare un documento che sarà spedito in Provincia al presidente Giovanni Miozzi, all'assessore ai trasporti Gualtiero Mazzi e al consigliere Ivan Castelletti, nonché ai sindaci di Brentino Belluno, Dolcé e Rivoli Virgilio Asileppi, Luca Manzelli e Mirco Campagnari.
La lettera aperta, intitolata «richiesta di intervento sul tracciato ferroviario della linea del Brennero in Valdadige», è stata preceduta da un carteggio con il sindaco Asileppi e dalla lettera aperta che il 31 agosto l'architetto di Peri Furio Marcotto, del comitato, ha scritto all'amministrazione di Dolcé. Preoccupato per il possibile impatto dell'alta capacità, il comitato comunicava «che il Comune di Ala, il 28 agosto, ha presentato al pubblico il tracciato della ferrovia Berlino-Palermo, Corridoio 5', da cui si evincerebbe che nel territorio del Trentino sarà realizzato all'80% in galleria, passerà in sinistra Adige e sbucherà all'aperto a Peri, per proseguire, ritengo, sempre all'aperto, verso Verona, percorrendo tutta la nostra vallata, probabilmente sia in destra sia in sinistra Adige, non essendo ancora ben chiaro quale sia il tracciato, come emerso nell'incontro del 12 marzo 2007 alla cantina di Rivalta dove i rappresentati della Provincia affermavano di non conoscere l'effettivo percorso». Si sollecitava quindi ad approfondire «dove arriverà la galleria, anche per conoscere quale impatto avrà su Peri, i cui abitanti non sanno ancora della prossima realizzazione dell'opera, e sulla loro esistenza».
Il neocomitato, ribadendo tutto ciò, fa sapere che l'obiettivo è «promuovere iniziative per la tutela del territorio con una proposta concreta e alternativa che prevede il passaggio in galleria nel nuovo tratto Borghetto-Pescantina». Si ricorda così che «le presentazioni del Corridoio 5, svoltesi ad Ala e ad Avio, hanno mostrato un progetto in fase molto avanzata, che prevede l'uscita di un tunnel nelle vicinanze di Peri, questione che ha generato nella nostra comunità rinnovata preoccupazione per l'effetto devastante visivo e ambientale che l'opera avrebbe sulla nostra Val d'Adige e la vita dei residenti», dice Menolli, ricordando che i sindaci di Brentino e Dolcé, «già qualche anno fa, si sono attivati per impostare un lavoro di condivisione con la Provincia e la Regione per sollecitare attenzione e una precisa valutazione in fase progettuale, per eliminare il rischio di devastare la vallata con grave danno per l'ambiente e l'economia vitivinicola».
Si rammenta pure che nel 2007 la Regione, «per rispondere alle istanze dei Comuni, mise a disposizione 500mila euro per progettare il tronco Borghetto-Verona, progetto che per ora non risulta eseguito». Risulterebbe che il tracciato a nord di Dolcé e Brentino sia «pressoché definito», ma altrettanto definito risulterebbe «per la parte sud il tratto Verona- Pescantina». Dunque, conclude il comitato, «la Valdadige corre il rischio di subire scelte di progetto tecnicamente vincolate ai tracciati della parte nord e sud». Il comitato domanda dunque a Miozzi, a sindaci, consigliere e assessori provinciali competenti d'intervenire presso Rete ferroviaria italiana e Regione Veneto per garantire la fattibilità della galleria nel tratto Peri Pescantina e chiede un incontro con la Provincia.