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01.06.2012

Giubbotti antiproiettile
in regalo ai poliziotti veronesi

Da sinistra, Battisti del Siulp e i due donatori dei giubbotti antiproiettile Bona e La Manna FOTO FADDA
Da sinistra, Battisti del Siulp e i due donatori dei giubbotti antiproiettile Bona e La Manna FOTO FADDA

Verona. Il privato che provvede alle carenze dello Stato. C'è poco da stare allegri. Ma la situazione è questa. Ieri mattina Alessandro Bona e Ignazio La manna, due imprenditori titolari del Consorzio San Zeno che fornisce servizi per le aziende, hanno regalato alla polizia veronese cinque giubbotti salvavita da portare a «pelle». Con questa donazione raddoppiano la dotazione della polizia locale. D'altra parte si fa presto a raddoppiare, quando le cifre in ballo sono così modiche e si passa da cinque a dieci. I giubbotti salvavita per i poliziotti. Quanto se n'è discusso, soprattutto dopo la morte degli ultimi due poliziotti, Davide Turazza e Giuseppe Cimarrusti, trucidati sulla statale 11 durante un controllo sette anni fa. Senza il giubbotto, perchè quello in dotazione ti impedisce di tenerlo addosso mentre guidi, è uno «scafandro». Servivano quelli «a pelle» che metti sotto la camicia e ti permettono di muoverti agevolmente. Vennero chiesti, ma il ministero rispose picche. Polemiche successive ve ne furono durante un'operazione della squadra Mobile lo scorso anno, costretta ad avere in prestito da altre questure quei giubbotti, che costano circa 700 euro l'uno. Qualche mese addietro, il Siulp di Verona aveva denunciato pubblicamente la carenza di strumenti per svolgere delicate operazioni di polizia, con particolare riferimento alla mancanza di giubbetti antiproiettile per gli addetti agli uffici investigativi. «Abbiamo preso questa decisione, dopo aver appreso dalla stampa locale della grave situazione in cui versano le casse della Polizia. Per questo abbiamo acquistato e donato alla segreteria provinciale alcuni di questi fondamentali mezzi di protezione», hanno detto ieri mattina i due donatori, «facendo stare più sicuri gli operatori di polizia ci sentiamo più sicuri anche noi». La consegna è avvenuta nella mani del segretario provinciale del Siulp Davide Battisti. «È probabile che i giubbotti vengano destinati alla squadra Mobile (tre) e alla Digos (due)», ha detto Battisti, «certo non è questo il modo di risolvere le carenze della nostra amministrazione. E sono tante. Qualche giorno fa un altro cittadino ci ha regalato codici penali e cancelleria. Era un commerciante cui avevamo recuperato una macchinetta cambiasoldi che conteneva 2.500 euro. E ha voluto ringraziarci così. La nostra amministrazione mette a disposizione nel budget per la cancelleria 400 euro l'anno per l'intera questura». Rincara la dose Battisti: «Non più tardi dell'altro giorno una pattuglia è andata per fare rifornimento in uno dei soliti punti e si è sentita chiedere, senza polemica, se potesse andare altrove visto che da mesi i buoni che noi consegnamo non vengono pagati. Lavoriamo così, piaccia o no. Per fortuna i nostri sforzi poi vengono ripagati dai gesti dei cittadini che capiscono quanto difficile sia fare il proprio lavoro in mezzo a tagli costanti e continui. Da anni la Sezione investigativa della Mobile chiede un pc per fare i montaggi video, costa tremila euro: non c'è verso di farglielo avere».A.V.

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