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17.09.2012

Caccia agli uccelli migratori
Il Tar: «Le giornate restano tre»

Un cacciatore durante una battuta
Un cacciatore durante una battuta

Venezia. Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto ha accolto il ricorso dell’associazione Vittime della caccia, rappresentata dall’avvocato Massimo Rizzato, e sospende la delibera della Regione Veneto sul calendario venatorio nelle parti in cui prevedeva due giornate aggiuntive di caccia, nei mesi di ottobre e novembre, agli uccelli migratori. Lo rende noto il parlamentare europeo Andrea Zanoni (IdV) rilevando come il ricorso sia stato valutato dalla sezione prima del Tar del Veneto composto dai giudici Bruno Amoroso (presidente), Silvia Coppari (referendario) e Roberto Vitanza (referendario, estensore).

Nell’ordinanza del Tar si legge - riferisce in una nota Zanoni - che «i rilievi al riguardo espressi dall’Ispra non sono stati adeguatamente ponderati, né la motivazione adottata dall’Ente regionale ha convenientemente giustificato le sue ragioni». Come conseguenza le giornate di caccia in Veneto restano tre, come previsto dalla legge italiana sulla caccia. «Si tratta di una sonora lezione per i cacciatori e la Giunta Zaia - rileva Zanoni - che ha cercato illecitamente di portare a cinque le giornate di caccia da appostamento».

«La disposizione contenuta nel nostro calendario venatorio oggetto della sospensiva decisa oggi dal Tar viene da sempre adottata, in quanto prevista dalla legge. Questa volta si è ritenuto che non fosse sufficientemente motivata nel discostarsi dal parere dell'Ispra. Presenterò al più presto in Giunta ulteriori precisazioni tecniche per superare con serenità e tranquillità i dubbi del Tribunale Amministrativo». Con queste parole l'assessore regionale alla caccia Daniele Stival commenta la decisione del Tar Veneto, che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dall'associazione Vittime della caccia. «Ringrazio il Tar - aggiunge Stival - per l'attenta valutazione sempre fatta rispetto ai vari ricorsi via via presentati sul calendario venatorio. Nella sostanza le tesi della Regione sono pressoché sempre state accolte. Ora rimane solo questo punto da chiarire e noi rimaniamo convinti che la scelta sia stata fatta nel rispetto delle normative».

In proposito, Stival fa notare che «l'Ispra stesso afferma di rimanere nell'impossibilità di valutare oggettivamente le possibili conseguenze derivanti dalla concessione di ulteriori due giornate di caccia da appostamento in ottobre e novembre. Ciò vuol dire che è l'Ispra a dare atto che non risultano sussistenti riscontri tecnico-scientifici che attestino effetti negativi. Del resto - aggiunge Stival - le giornate integrative non sono previste all'interno delle aziende faunistico venatorie, cioè nel territorio regionale dove vengono realizzati la quasi totalità dei prelievi di capi appartenenti alle specie migratrici acquatiche, in passato segnalate dall'Ispra quali meritevoli di particolare attenzione in termini di quantificazione dei carnieri».

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