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Vita di condominio

28/11/2008 | 17:50
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Le gabbie e le belve inferocite
Quando ero molto piccola, e abitavo in un condominio in Borgo Trento, mia madre mi aveva portata con il seggiolone sul terrazzino a prendere un po’ d’aria in una calda giornata estiva, mentre lei cucinava. Ad un certo punto vide passarmi a un centimetro dalla testa un oggetto contundente, rivelatosi poi un grosso martello che, fortunatamente, andò a terminare il suo volo sull’asfalto del cortile. Era stata una “distrazione” degli inquilini che abitavano all’ultimo piano. Non ci volle molto per capire che sarebbe stata una faccenda molto complicata vivere in queste gabbie artificiali per umani, dove lo spazio vitale è ridotto al minimo, in cui sei costretto a sentire ogni colpo di tosse dei vicini e assistere indirettamente a ogni lite, come gli altri sono costretti ad assistere alle tue.
A volte ci sono anche vicende piacevoli, tipo la vicina di casa che si ricorda del tuo compleanno o che dimostra infinita gratitudine se tu ti ricordi del suo. Ma generalmente prevalgono i giorni in cui gli altri condomini li vorresti veder traslocare: e quando questo accade sono comunque dolori, tra muri delle scale imbrattati e rumori molesti all’alba… Ma siamo proprio certi di essere fatti per queste gabbie? 
E tu hai divertenti esperienze da raccontare?

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1 078 30/11/2008 14:49 1 commenti

Forse non sono Le "gabbie" in quanto tali a trasformare l'uomo in una specie di animale sempre in lotta con i rivali , la verità è che siamo tanti e diversi , c'è chi con la diversità riesce a conviverci e anzi a farne tesoro e chi invece no , vuoi per retaggio culturale , vuoi per carattere o indole , vuoi per ignoranza e cos' nascono i non-rapporti di non-buon vicinato . L'erba del vicino è “sempre la più verde” , ci sono quelli che lo accettano e anzi ne son contenti e ci sono quelli che visto che la loro è gialla vorrebbero far sparire tutto quel verde che vedono ogni giorno quando vanno fuori dallo loro porta , e questa è la"vita di condominio" -certo è che se uno abitasse in una baita in montagna certi problemi non li avrebbe (perché vedrebbe solo la sua erba e non avrebbe confronti x cui gioire o provarne invidia )! Quando si è messi quotidianamente e forzatamente a confronto con altre realtà ed altri mondi , spesso si generano invidie ,odi e nei casi più gravi - che la cronaca stessa ci riporta - casi estremi di liti ed omicidi senza ragione apparente o senso - ammesso che ci possa essere . La mia esperienza in condominio , come in un film di Ridley Scott si può riassumere con molti “ho visto …” Ho visto vicini tutti contenti , felici ed uniti mangiare , bere e ridere alle ganzeghe di inaugurazione ed invitarsi amichevolmente a pranzo la domenica ,per poi dopo poco tempo non guardarsi nemmeno in faccia (e qua spesso scatta il “meccanismo” del lui non mi parla perché dovrei farlo io ? ) ; Ho visto gente non aiutare il prossimo , nemmeno il vicino , e chiudersi in casa anche se c’era chi chiedeva aiuto – ma comunque e importante essere presente ai primi banchi in chiesa durante le funzioni ; Ho visto condomini coalizzarsi in pseudo bande – come in una nordica mafia – a pro ad esclusione di chi gli stava antipatico o scomodo ; Ho visto – mi sono visto - rifiutare l’installazione di ausili per disabili in quanto scomodi o antiestetici per i normodotati o per non voler - per la paura – di dover spendere di tasca propria ; Ho visto l’ignoranza di chi , nel 2008 , in un paese civile e democratico dove la convivenza – si presume- è basata sulla parola e sul dialogo ancora si abbassa a far dispetti ai vicini – rigando macchine o facendo dispetti e così via ; Ho visto vicini non degnarsi nemmeno di uscir dalla porta mentre il vicino con cui la sera prima avevano parlato , stava morendo ; Ho visto e sentito cose che non dovrebbero nemmeno essere pensate e credo che il problema non sia il condominio in quanto tale . Credo che fino a quando non impareremo a convivere con il dialogo , a essere felici se il nostro vicino è felice , a soffrire nella sua sofferenza quando soffre , non si riuscirà mai ad ottenere – a pretendere- altrettanto se noi stessi siamo i primi a non dare o a non fare . Il “condominio “ è solamente uno “zoo” dove le persone si vedono per la loro natura , come animali messi in gabbia e mostrati al mondo attraverso un vetro …. Si parla tanto di pace e convivenza nel mondo . che convivenza dovremmo aspettarci se non si riesce ad andare d’accordo con chi abita nella porta accanto ?

6 maruffo 22/04/2009 23:11 1 commenti

Nel condominio, lo dice la parola stessa,vi è il dominio, il possesso, la proprietà comune di un'unica cosa, e ciò fa affiorare negli uomini che vivono questa situazione, una mutazione che all'inizio del condominio li fa partecipare alla vita comune, si aiutano, c'è insomma una mutua assistenza, poi con il passare del tempo avviene la metamorfosi che travolge anche i più tenaci i quali sono costretti a soccombere di fronte ad un menefreghismo imperante. Badate bene che dico menefreghismo e non cattiveria, ma tutto ciò rende la vita difficile. Oggi pochissime persone sono in grado di farsi un minimo di esame di coscienza per capire che se fanno una cosa questa può pure dare disturbo, e che se il vicino viene con gentilezza a farmelo notare non è il solito rompi e io a casa mia faccio ciò che voglio. Chi non ha mai vissuto in un appartamento non può capire quanti rospi si trangugiano per amor del quieto vivere. Comunque non è solo in condominio che l'uomo mostra il peggio di sè, basta guardarsi attorno ed in qualunque luogo si può notare un alto livello di arroganza, menefreghismo e quant'altro stancherebbe pure qualche santo. Fino a qualche anno fa si insegnava l'educazione civica, ora non più e sinceramente se ne sente la mancanza, non vi è più rispetto per niente, oserei dire nemmeno per le proprie cose. Spero che si sia arrivati al culmine e che tutti, italiani e non, si riesca a trovare, non dico la soluzione, ma un buon compromesso, perchè non bisogna mai dimenticare che la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri. Martin

11 Tersy 08/03/2010 22:12 1 commenti

Ho 36 anni e fino ad una decina d’anni fa ho abitato in una casa colonica fuori paese ma vicino ad altre case. In questa casa ci sono nate e vissute quasi tre generazioni, ma ad un certo punto per ovvi motivi di scadenza contrattuale, ora l'uno ora l'altro, abbiamo dovuto traslocare. Per altri quattro anni ho abitato in un piccolo appartamentino in centro paese, perciò l'esatto contrario di dove ero nato e cresciuto. Sì, c'erano dei vicini, ma molto discreti e altrettanto disponibili. Ora sono in un condominio: non si sta male se appunto ci fosse quello che tutti chiamiamo buonsenso. Purtroppo però bisogna fare i conti con una triste realtà: è inutile cercare il buonsenso dove non sta. Ragazzini che corrono su e giù dalle scale di legno di casa propria alle 2 del pomeriggio o alle 11 di sera quando tu ti devi alzare alle 5 del mattino (essendo un edificio storico il condominio ha al proprio interno scale di legno e solai rigorosamente di legno, ma con nessun isolamento acustico). Oppure fuori in cortile a giocare (ovviamente sempre alle 2 del pomeriggio!!!) e a chiamarsi a gran voce da un capo all'altro del cortile. O se si preferisce abbiamo una serie di Ibra-Del Piero-Balotelli&company che tirano le loro belle pallonate contro il muro del condominio appunto: a partire dalla fine delle lezioni di scuola in esclusiva a quasi tutte le ore del giorno. Al confronto SkySport si può tranquillamente nascondere!!!! Ma non dimentichiamoci le prove di canto per la messa della domenica, vero. Regolarmente effettuate il sabato pomeriggio dalle 14 alle 16, con sottofondo di tosaerba elettrico dei vicini della palazzina a fianco. Senza contare le volte che ti accorgi che qualcuno è entrato dal cancello…….ma che gran fatica a chiuderlo………… o la porta della scala, o la porta dell’autorimessa (che magari quella se sta chiusa di acqua piovana ne entra di meno). Ma la chicca cari miei è il parcheggio interno condominiale, cioè di tutti: con un posto auto nel garage coperto assegnato individualmente ad ogni famiglia c’è chi ancora preferisce lasciare la propria auto fuori al sole con 50° nei mesi estivi o con il ghiaccio durante l’inverno. A costo di dover grattare via lo strato di ghiaccio dal parabrezza al mattino, ma la macchina sta fuori anche di notte. Ore infinite e giorni interi. Impedendo di fatto il carico/scarico alle altre famiglie (i posti esterni sono un numero piuttosto esiguo) ed eventuale accesso alle abitazioni ai mezzi di soccorso. Magari un posticino fuori per scaricare la spesa lo trovi: ma ovviamente il furbo di turno ha messo la propria auto in modo tale che se vuoi parcheggiare gliela ammacchi; quindi: o ammacchi la tua contro la ringhiera o il muro dall’altra parte, o ci rinunci e ti porti su la spesa direttamente dal garage. E non provarti a dire niente perché sennò la mattina dopo ti ritrovi la tua, di auto, con dei bei ricamini da far invidia alle ricamatrici di professione di un tempo (e la tua macchina è regolarmente posteggiata nel tuo posto auto a te assegnato dove nessuno si può azzardare ad avvicinarsi!!!). Anzi: quando incontri il vicino che ti ha fatto il ricamino sulla tua auto (e lo sai perché se ne è vantato con qualche altro vicino) devi tirarti il sorriso dietro alle orecchie perché altrimenti: ma come sei scortese oggi! Che ti è successo? Ti hanno rigato la macchina????? Ora io dico: partendo appunto dal fatto che in condomino, dei miei 36 anni di vita ci abito solo da 5, perciò non sono mai stato abituato a viverci, perché l’attenzione e il rispetto per l’altra persona o le cose delle altre persone io arrivo ad averle (a questo punto faticosamente, molto faticosamente, ma il fatto che alcuni miei vicini si comportano male con me e gli altri non mi legittima a fare altrettanto!!!!!)) e chi invece ha avuto esperienze di condominio precedenti a questa fa di tutto per non averle? Si tratta di comune senso civico eppure tante, molte, moltissime persone ne sono sprovviste! Che sia il caso di proporre un corso intensivo? Lyka73

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