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12.01.2018

Alba, lacrime
per il presidente
Venturi

Gigi Agnolin, Franco Carraro e Renato Venturi
Gigi Agnolin, Franco Carraro e Renato Venturi

Se n’è andato nel sonno Renato Venturi. A 82 anni, quasi tutti vissuti nel calcio. Dopo una vita all’Alba Borgo Roma, presidente come quelli di una volta. Papà di tutti, ma di polso. Deciso, ma buono. Venturi è morto nella notte fra mercoledì e giovedì, in silenzio e senza preavvisi, dopo una delle tante giornate trascorse in sede. Nella sua seconda casa, in una grande famiglia a cui aveva dato di nuova forza dopo le sofferenze a seguito del fallimento del Verona di cui l’Alba è sempre stata una fedele costola. Fino a firmare nel 1998 la fusione con la Primavera e a vigilare ogni giorno, con discrezione e fermezza, su una società sempre più riferimento per un quartiere intero e anche oltre. «Era una persona fantastica, a cui io devo moltissimo. L’ho rivisto anche quest’estate, quando all’Alba potevo tornare a giocarci. Era rimasto il presidente che avevo lasciato tanti anni prima», il ricordo di Dario Biasi, cresciuto fin da bambino nell’Alba prima di essere ceduto agli Allievi dell’Hellas con cui ha poi giocato 106 partite fra Serie B e C1. Nato il 27 aprile del 1935, Venturi dell’Alba è stato allenatore, dirigente e dal 1988 presidente dopo una vera e propria rifondazione accorpando anche il Cervino insieme al fratello Fiorello, a Giuliano Quaini e Gianni Codognola. Venturi il 21 maggio del 2005 fu nominato anche Cavaliere dello Sport, premiato da Franco Carraro e Gigi Agnolin. «Presidenti come Venturi non ce ne sono più. Arrivavo al campo e lo vedevo quasi sempre in panchina ad attenderci. Sempre presente. Una persona vera, con le parole giuste per tutti», il flash di Andrea Intrabartolo, che proprio all’Alba ha segnato gli ultimi gol della sua carriera passata anche Belluno e Mantova prima di diventarne l’allenatore. Commosso pure Beppe Brentegani, altro tecnico transitato dal campo di via Avanzi: «Sapeva sempre darti tranquillità, sempre positivo. Saggio come pochi. Mi mancherà». Venturi è rimasto al suo posto fino alla fine. Sempre informato di ogni movimento, dai più piccoli ai più grandi. «Voleva che tutto passasse da lui. Venturi», ricorda il direttore sportivo Mauro Annechini, «è tutto nell’abbraccio forte che mi diede quando tornammo da Venezia, dopo aver vinto col Chirignago l’ultimo spareggio che ci diede la Promozione. Arrivammo al campo e lui era lì ad aspettarci. Era un uomo speciale, i problemi lui li risolveva in un attimo». Celebre per tutti il suo «pronto, Venturi», ogni volta che rispondeva al telefono della sede. Voce secca, asciutta, sincera. «Alle riunioni del direttivo, ci raccomandava sempre di andare d’accordo tutti per il bene della società», l’istantanea di Andrea Zenari, all’Alba dal Duemila ora nello staff tecnico degli Allievi Elite. I funerali lunedì alle 15 a Santa Teresa. A.D.P.

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